Il Tirreno

Pisa

Largo Ciro Menotti, ripristiniamo i portici di Borgo

D.B.
Largo Ciro Menotti
◗
Largo Ciro Menotti

La proposta dell'architetto Baldassari: c'è un vuoto da colmare. Ed è subito dibattito

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 PISA. «Largo Ciro Menotti rappresenta una ferita nel tessuto della città non più rimarginata dai tempi della guerra. Come i pisani più anziani ricordano, al suo posto esisteva una fetta del quartiere di San Francesco distrutta, come il vicino convento di San Michele in Borgo, dai bombardamenti. Il Largo, come è stato pudicamente battezzato, è quindi un "vuoto urbano", una casella mancante nella continuità di Borgo Stretto evidenziata dal "buco" nei suoi portici».  È l'architetto Alessandro Baldassari a parlare senza mezzi termini di ferita da risanare per Largo Ciro Menotti, ferita che a suo avviso non sarebbe rimarginata con l'intervento di riqualificazione illustrato dal Comune e che sarà realizzato con l'ausilio economico di Air Chef. Secondo l'architetto sarebbe necessario ripristinare il loggiato, uniformandolo così al lato opposto. «La distruzione dei portici - spiega Baldassari - era stata avvertita anche dall'infelice progetto realizzato nel dopoguerra in sostituzione dell'isolato distrutto, che non aveva saputo o potuto pensare ad altra soluzione che a realizzare anche sul lato di Borgo un porticato analogo a quello che corre sui fianchi del Largo, soluzione poi non realizzata (fortunatamente per la città) ma della cui intenzione rimaneva traccia ancora fino a qualche anno fa in alcuni ferri rugginosi sporgenti all'angolo degli edifici. Ancora oggi, a causa della mancanza dei portici, sul lato est di Borgo transita in inverno meno del 50% delle persone che affollano invece quello ovest».  Secondo l'architetto, quindi, il problema costituito dal Largo e dal suo sostanziale abbandono ha una soluzione semplice: «Riedificare la parte mancante verso Borgo (magari bandendo un nuovo concorso con l'intenzione, stavolta, di realizzarlo) in modo da ricostituire la continuità urbanistica, architettonica e funzionale del salotto buono della città; realizzando quindi all'interno una piccola piazza, questa si a dimensione urbana, da destinare alla sosta ed al rifocillamento di pisani e turisti. Potranno esserci problemi nel mettere d'accordo le diverse proprietà - conclude - ma niente che un po' di pazienza (e di amore per la città) non sia in grado di risolvere».  Una ipotesi suggestiva, quindi, che però non è vincolata all'intervento di manutenzione annunciato dal Comume. Spiega l'architetto Mario Pasqualetti, direttore Area qualità urbana e trasformazione edilizia di palazzo Gambacorti: «Stiamo parlando di una manutenzione visto che verrà sostituito il lastricato e sistemata l'illuminazione. Un intervento necessario per eliminare l'evidente degrado. Questo, però, non preclude operazioni future e più ampie. Anche se adesso non ci sono le condizioni economiche per simili progetti».

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