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Pisa

SCUOLA

Contratti, precari pronti a far causa contro il ministero

Il ministro Mariastella Gelmini
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Il ministro Mariastella Gelmini

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 PISA. All'attenzione dei precari della nostra provincia c'è la "possibilità" di fare causa al ministro Gelmini e al Miur per il riconoscimento degli scatti di anzianità (a prescindere dall'immissione in ruolo), contro le nomine "annuali" per dieci mesi invece di dodici, per l'immissione in ruolo dopo tre anni di contratti annuali.  Lo sostiene la Uil Scuola secondo cui «le centinaia di precari della provincia, come le decine di migliaia delle altre parti dell'Italia, sono di fronte alla "possibilità/necessità" di operare "tramite causa" contro soluzioni sin qui adottate, ma che sono state considerate inique».  La Uil Scuola avrebbe preferito che la questione fosse stata affrontata dal ministro incontrando le organizzazioni sindacali e concordando un piano certo di assunzioni e di riconoscimento dei diritti al fine di superare contenziosi, malumori e azioni legali che costano a chi vince e a chi perde. Pertanto, per la Uil «l'invito alla ragionevolezza e al confronto è necessario perché la provincia di Pisa è già stata interessata a una massiccia serie di cause del personale Ata proveniente dagli enti locali, trasformatasi da vittoria in sconfitta dopo anni di tribunali e sentenze, con il recupero di quanto riscosso. Rimane, purtroppo, il pericolo che un'interpretazione "peggiorativa" di alcuni articoli della legge 183/10 (collegato al lavoro) costringa ad andare in causa o a formalizzare la richiesta della non decadenza dei termini. La legge condizionerebbe l'impugnazione dei contratti a tempo determinato già scaduti, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge stessa, quindi entro il 23 gennaio 2011, e l'eventuale impugnazione dei contratti in corso entro 60 giorni dalla loro scadenza. Quindi i precari e anche una parte del personale entrato in ruolo sono interessati a produrre una atto per evitare la possibile decadenza dei termini.  Si tratta di azioni individuali o di cause di lavoro individuali, con la differenza che per le cause il ricorrente deve, comunque, affidarsi a un legale, nel qual caso consigliamo agli interessati di non sottoscrivere deleghe in "bianco", ma concordare una convenzione scritta, dove siano evidenziati i possibili costi e le condizioni.

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