Gioco
«Un'azione contro la tessera del tifoso»
Candida Virgone
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Un momento della conferenza stampa Il questore annuncia per i 17 ultrà l'arrivo di un daspo per i prossimi cinque anni
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PISA. «Un'azione contro la tessera del tifoso, come è avvenuto in altre città italiane. Ma mai nessuna è stata così violenta. Allo stadio si va per divertirsi, il calcio è uno spettacolo, devono capirlo». Lo ha detto ieri mattina il questore, Raffaele Micillo, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta in questura per presentare i risultati dell'operazione con cui sono finite in carcere 17 persone, tutte appartenenti, secondo gli investigatori, alle frange oltranziste della tifoseria nerazzurra. Si tratta per lo più di ventenni e trentenni, ma fra loro c'è anche un uomo di 46 anni, un disoccupato che ha partecipato alla spedizione punitiva definita paramilitare dal gip di Terni, Maurizio Santoloci. La «guerriglia» messa in atto nel bar frequentato abitualmente dalla tifoseria rossoverde sarebbe stata una dimostrazione contro il divieto di ingresso allo stadio, imposto dal questore di Terni per la partita del 12 settembre scorso, ai fuori provincia senza tessera del tifoso. «Vogliono dimostrare che la prevenzione non serve - commenta il questore - e che chi vuole avere comportamenti violenti può sfuggire ai controlli, ma i risultati di questa operazione, che non finisce qui, provano assolutamente il contrario». Intanto per i 17 è in arrivo un daspo biblico, per la bellezza di cinque anni, mentre sono al vaglio degli inquirenti le posizioni di un'altra decina di persone e ci sarebbero altri iscritti sul registro degli indagati dal pm della città umbra, Barbara Mazzullo. Al blitz infatti, secondo le testimonianze e le indagini, avrebbero partecipato 25-30 persone. Così, a quattro mesi dai fatti, ieri mattina, sono scattati gli arresti, a cui dovrebbero seguirne altri. Tutto in previsione del prossimo incontro con la Ternana, in programma lunedì 24 nel campionato di C 1, proprio per prevenire la possibilità di nuovi scontri o magari, dicono gli investigatori, eventuali rappresaglie della tifoseria avversaria. All'appello dunque mancherebbero ancora diversi nomi, ma può darsi che il loro coinvolgimento nei fatti sia diverso rispetto a chi è finito in carcere, tifosi di Pisa e delle zone di Cascina e Pontedera, reclusi in parte al Don Bosco, in parte alle Sughere e in parte a Sollicciano. Gravissime le accuse: lesioni personali aggravate, danneggiamento aggravato, porto di oggetti e armi atte ad offendere e violazione della normativa specifica in materia di contrasto alla violenza in occasione di manifestazioni sportive. Tantissimo il materiale sequestrato. Tutto quello abbandonato sul posto il giorno dell'agguato: cinture, bastoni, mazze da baseball e tirapugni, resti di petardi e fumogeni. E altri oggetti trovati nelle abitazioni degli arrestati durante le perquisizioni: una pistola scacciacani a cui è stato tolto il tappo rosso di riconoscimento, proiettili a salve, altri fumogeni. I 17 per cui il gip Santoloci ha chiesto il carcre appartengono ai gruppi Sconvolts, Svitati, Wanderers, Kapovolti e Rangers. Le due tifoserie, la nerazzura e la rossoverde avrebbero fra l'altro stesso orientamento politico, ma in ballo è solo la stupidità di chi vuol trovare anche nel sano divertimento un alibi alla propria irrazionale aggressività, ad azioni inutili e dannose per tutti. «È stata un'azione devastante - ha concluso il questore - ma che avrebbe potuto avere, per la violenza con cui si è esplicata, ben altre conseguenze. Nonostante la signora ferita, si può dire che è andata bene».
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