Il Tirreno

Pisa

Porto, aree edificabili per 4 milioni

Giovanni Parlato
L’area di Marina dove, terminata la bonifica, si sta costruendo il porto
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L’area di Marina dove, terminata la bonifica, si sta costruendo il porto

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I lavori per la costruzione del porto procedono a passo spedito. Terminata la bonifica, si sta lavorando alla costruzione del porto. Il bacino è già stato delimitato da una serie di palancole che affondano nel terreno fino a 17 metri, fin dove c'è lo stato argilloso in modo da rendere l'area impermeabile.  Alle spalle di questo bacino, c'è il terreno dove sorgerà l'area residenziale, commerciale e dei servizi: dalle case ai negozi, dalle attività artigianali fino ai punti d'informazione.

Un'area complessiva di 55mila metri quadrati dove la parte del leone spetta all'area residenziale che potrà essere sfruttata fino ad un massimo del 70% sul totale. L'area destinata al commerciale, alla ricezione e alle funzioni miste si potrà estendere fino a un massimo del 28% sul totale. Le sezioni sono così suddivise: 3.500 mq per il commerciale, 6.532 mq per il ricettivo (tra cui l'albergo) e 1.662 mq per servizi e funzioni miste. Infine, all'area artigianale è destinato un minimo del 2% che equivale a 1.100 mq.  Della vasta area edificabile, non tutta è ancora proprietà della Boccadarno, la società che sta costruendo il porto e che aveva precedentemente acquistato la ex Motofides dalla Borello spa. Il Comune di Pisa detiene ancora la proprietà di 9.421 mq. «Abbiamo fatto valutare il terreno dall'Agenzia delle Entrate - spiega Andrea Serfogli, assessore comunale al patrimonio - che ha ritenuto congruo il prezzo di 358 euro a metro quadro. Pertanto, il costo complessivo è di 3 milioni e 375mila euro. E su questo prezzo abbiamo già trovato un accordo con la Boccadarno che acquisirà il terreno entro l'estate».  Di proprietà del Comune, sono anche 6.621 mq di area non edificabile e destinata ad area verde. «In questo caso - continua Serfogli - la valutazione dell'Agenzia delle Entrate è stata di 50 euro al metro quadro per 331mila euro. Complessivamente, fra area edificabile e non, il contratto di compravendita con la Boccadarno sarà di 3 milioni e 706mila euro».  Ma quando entranno in funzione le ruspe per costruire le case nell'area del porto? «Abbiamo presentato i progetti al Comune, alla Sovrintendenza e al Parco - risponde Stefano Bottai, presidente e amministratore delegato di Boccadarno - e stiamo aspettando la risposta. Una volta definito questo passaggio, acquisiremo le aree».  Intanto, l'Ente Parco ha chiesto delle integrazioni al progetto, come fa sapere il presidente Giancarlo Lunardi.  Ma nell'area destinata ad essere residenziale ci sono anche proprietà della Gea e di un privato. La Gea aveva ritenuto bassa la stima di 358 euro al mq, ma il Comune ha replicato che la stima non era stata eseguita dai propri uffici, ma da un ente esterno, appunto, l'Agenzia delle Entrate, stima che rispecchia i valori di mercato. Mentre il privato si sta rilevando un osso duro tanto che ha fatto ricorso al Tar.  La proprietà privata detiene una casa e i resedi intorno. I proprietari avevano aderito nel 2006 al piano attuativo del porto e sono, di fatto, seppur in percentuali di gran lunga inferiori, dal punto di vista giuridico soggetti attuatori come Boccadarno. Nel 2007 quando viene firmata la convenzione fra Comune e l'allora società Borello, i privati vengono esclusi (come la Gea). Ma quando nasce il Consorzio vengono inseriti senza che siano stati interpellati. 

Ma quello che ha fatto scattare il braccio di ferro col Comune riguarda una serie di lettere inviate nel 2009, prima di esproprio del terreno e poi di annullamento della vendita dell'immobile effettuata oltre dieci anni fa. E il privato non è disposto ad accettare questa procedura né la stima fatta dal Comune. Una proprietà che si trova nella Umi (Unità minima d'intervento) numero 5 fra tutte le 16 in cui è divisa l'area residenziale.

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