Il dolore
Le associazioni di Rebeldìa pronte alla resistenza passiva, la Sinistra porta il caso in Regione
«Lo sgombero? È una sconfitta per tutti»
Gabriele Orsini
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Giovani di Rebeldìa fuori del municipio durante la conferenza stampa ieri mattina 2 MINUTI DI LETTURA
PISA. In vista dell'imminente sgombero dalle strutture di via Battisti le associazioni del Progetto Rebeldia restano convinte «che se le istituzioni vorranno collaborare in un'ottica di reale dialogo e partecipazione convocando un tavolo tecnico, si possa ancora trovare una via d'uscita che eviti lo sgombero forzato», definito «una sconfitta per tutta la città». Quello che lanciano gli attivisti di Rebeldia è un appello affinché a livello istituzionale si tenti in ogni maniera di aprire un'ultima finestra di confronto. Nel frattempo i rappresentanti delle 31 associazioni si stanno preparando ad affrontare la giornata di domani, che potrebbe vedere le forze dell'ordine presentarsi in via Battisti accanto all'ufficiale giudiziario incaricato di verificare la disponibilità delle strutture. «In caso di schieramento della forza pubblica terremo un comportamento di resistenza passiva: assolutamente pacifico ma non collaborativo», spiegano nel documento che chiede «a tutti e a tutte quelle che verranno a sostenerci nel corso della giornata di seguire esattamente queste indicazioni». Sarà dunque un cordone pacifico e colorato dai simboli di tutte le realtà presenti all'interno del Progetto Rebeldia quello che si troveranno davanti i reparti mobili nel caso si decidesse di farli intervenire. «Il nostro comportamento renderà evidente che l'unica violenza in città è quella di chi chiede l'uso della forza pubblica - concludono le associazioni - anziché fornire risposte alle legittime richieste di libera socialità, pensiero critico e cultura». Intanto, dopo che gli appelli contro lo sgombero provenienti dalle realtà più disparate (associazioni, enti di volontariato, sindacati, esponenti del mondo della cultura) si sono moltiplicati, mercoledì scorso è arrivata anche l'interrogazione presentata dal consigliere regionale della Federazione della Sinistra-Verdi, Paolo Marini, che chiede «di riferire urgentemente quale sia la reale posizione della giunta regionale in merito alla vicenda Rebeldia di Pisa, in particolar modo se viene sostenuta la posizione del sindaco Filippeschi, e quindi approvato lo sfratto di Rebeldia senza una valida alternativa, oppure se viene appoggiata la causa della 31 associazioni». Infine, ieri il consiglio comunale ha affrontato il caso Rebeldìa per la presentazione di un'interpellanza del consigliere Pdl, Filippo Bedini. Il timore è che il caso possa sfociare in possibili scontri.
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