Sicurezza
Conti in Svizzera, indaga la procura
Candida Virgone
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Un logo della banca Hsbc Nel mirino una quindicina d'imprenditori, soprattutto della zona del cuoio
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PISA. Sono una quindicina i presunti «Paperoni» pisani presenti nella famosa lista di Hervé Falciani, la cui eco impazza in questi giorni su tutti i canali di informazione. Quindici persone, per lo più imprenditori, fra Pisa e la provincia. Una parte di questi nomi riguarderebbe il comprensorio del cuoio e della calzatura e quello del mobile, i settori imprenditoriali di maggior traino del territorio provinciale, una parte anche l'edilizia. Su di loro indaga da tre mesi la procura pisana, a cui sono stati trasferiti gli atti da quella torinese, la prima a ricevere per rogatoria il prezioso elenco dell'ex impiegato svizzero della filiale ginevrina della banca britannica Hsbc. L'ormai famosa lista è giunta a fine settembre all'ombra della torre e l'inchiesta sul caso è stata affidata dal procuratore capo, Ugo Adinolfi, al sostituto Giovanni Maddaleni. Le indagini, condotte dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza, ma anche da polizia e carabinieri, sia nel capoluogo che su Pontedera, San Miniato e Santa Croce, mirano ad accertare l'effettiva posizione dei correntisti che risultano residenti a Pisa e che con il territorio hanno a che fare. Non è detto - precisano gli inquirenti - che si tratti di posizioni illegittime, può anche trattarsi di cifre esportate e regolarmente dichiarate, come prevede la legge, nella denuncia dei redditi, dunque che si trovano presso la famosa banca di Ginevra a pieno titolo. Nessuna evasione fiscale quindi - l'ipotesi di reato che si profila in questo caso - nessuna fuga di capitali all'estero. L'affaire fra l'altro riguarderebbe un preciso periodo di tempo, quello compreso fra il 2004 e il 2006. Non è detto - aggiungono gli inquirenti - che le persone interessate non siano rientrate nello scudo fiscale, previsto fino al 31 dicenbre 2008. Posizioni dunque tutte da chiarire e da valutare. A questo punto, mentre i nomi restano top secret, le indiscrezioni fioccano. C'è chi dice che l'indagine riguarderebbe imprenditori e aziende famose, c'è chi sostiene che di imprese normali si tratti, per importi che, nel complesso, non superano 4-5 milioni di euro. Ci sarebbero imprese che nella famosa banca avrebbero soltano centomila euro, qualcun'altra cinquecentomila: gli importi veramente significativi riguarderebbero nomi che si contano sulle dita di una mano. La lista Falciani comprende 127mila conti, migliaia dei quali si sospetta che appartengano ad evasori. Quasi 7mila (6.963) i nostri connazionali che avrebbero esportato all'estero oltre 6 miliardi di dollari, per l'esattezza 6 miliardi e 9 milioni. Accanto alle verifiche sulla lista Falciani, ce ne sono altre su una persona particolarmenta nota, indagine che però, ha dichiarato il procuratore capo Adinolfi, «è tesa ad accertare se la residenza all'estero indicata dalla persona fosse reale o fittizia, proprio per eludere il fisco». Il magistrato, tuttavia, non fornisce ulteriori dettagli sull'identità della persona coinvolta nelle indagini, limitandosi a dire che «si tratta di un famiglia molto nota nel Pisano e che il soggetto interessato è già a conoscenza di essere stato iscritto nel registro degli indagati».
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