Sicurezza
Case popolari, sfiorata la rissa
Gianluca Campanella
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I vecchi campi sportivi dove è prevista la costruzione di case popolari Baruffa alla presentazione del progetto per 43 alloggi
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PISA. Doveva essere l'occasione per presentare i lavori che cominciano lunedì prossimo al Cep: 43 nuovi alloggi popolari e 28mila metri quadri di impianti sportivi. Ma mercoledì scorso la sede della ex circoscrizione 2, ora Ctp, è stata anche teatro di un duro scontro sull'edilizia sociale, tra amministrazione ed esponenti della sinistra. E, nel clima teso della discussione, il pubblico si è diviso in due opposte fazioni sfiorando la rissa. Il progetto è finanziato dalla Regione Toscana per 5,8 milioni, a cui il Comune aggiunge circa 700mila euro di risorse proprie. I soldi, già stanziati, hanno un doppio vincolo per essere impiegati: la prima pietra deve essere posta entro il 17 gennaio e le case devono essere pronte entro due anni dall'inizio dei lavori. L'area interessata per gli appartamenti è quella degli attuali campi sportivi in via Veneziani, che saranno abbattuti; mentre i nuovi impianti sorgeranno nella poco distante via Vecelio. Roberto Cini, di Rifondazione comunista, a nome dei comitati di quartiere, chiede che la cittadella dello sport, «cuore e simbolo del Cep, non sia spostata: costruite le case dove volete fare i campi e viceversa». Ma via Vecelio è "zona di rispetto", risponde il direttore dell'Apes Giorgio Federici: «Edificare lì è impossibile». Altra contestazione: «Avevate promesso che non avreste messo un solo paletto per le abitazioni prima di consegnare i nuovi campi». Qui replica l'assessore alla casa Ylenia Zambito: «Ce ne dispiace, ma il bando regionale è uscito dopo e non si può rinunciare a quei fondi. Vi chiediamo un piccolo sacrificio». In pratica, la realizzazione avviene a fasi: per esempio, nella prima, si costruiscono in parallelo un lotto delle nuove case e un campo di calcio a 7, "salvando" le palestre della vecchia struttura; e così via. Per tutta la durata dei lavori resterà sempre in funzione un punto di aggregazione. Alla fine, gli impianti sportivi saranno quattro volte più grandi degli attuali, sul cui stato Federici esprime un parere tecnico: «Sono in degrado». Ma quella parola è ritenuta offensiva da alcuni residenti e scatena un diverbio: seguono dieci minuti di urla tra i cittadini, durante i quali volano anche una sedia e un casco. In qualche modo Giuliano Moretti, presidente del Ctp 2, riporta l'ordine. E la riunione può continuare. Interviene Maurizio Bini, consigliere comunale di Rifondazione, che spiega perché è stato presentato ricorso al Tar: «Non sono state adottate le procedure previste per accogliere le indicazioni dei comitati. Se il Tar dispone la sospensiva, la responsabilità sarà vostra». Moretti: «I comitati segnalano, l'amministrazione sceglie». Salvatore Montano, precedente assessore alla casa e segretario provinciale di Pdci, rilancia: «Ci vuole un'inversione delle linee politiche nel quartiere o i nostri partiti saranno sempre più lontani (dal Pd, nda). Non ci costringete a occupare». Zambito chiude: «Se pensate di risolvere i problemi trasgredendo le leggi, non ci incontreremo mai. Chi occupa una casa popolare, la "ruba" a chi ne ha diritto. Ho ascoltato tutti e nessuno ha criticato il progetto in sé. Vuol dire che è valido».
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