Il Tirreno

Pisa

Cioccolato biologico e cosmetici naturali? Li facciamo con l'olio

Pierluigi Ara
Un oliveto e in basso Serena Nizzoli
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Un oliveto e in basso Serena Nizzoli

L'intuizione di un'esperta in scienze agrarie porta in auge il prodotto degli oliveti del Monte Pisano

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 SAN GIULIANO. L'olio del Monte Pisano non conosce frontiere. A parte che viene esportato in tutto il mondo, America e Asia comprese, adesso costituisce elemento essenziale per produrre cioccolato di qualità. Dopo alcuni mesi di preparazione, con test scientifici superati brillantemente, ecco la delizia del palato che sta incontrando unanime favore. L'intuizione si deve alla dottoressa Serena Nizzoli, esperta in scienze agrarie e agricoltura multifunzionale, che ha realizzato un cioccolato artigianale biologico all'olio extravergine.  L'esperta spiega: «L' inaspettato successo di questo prodotto mi ha piacevolmente sorpresa. Sta arrivando in piazze importanti e il problema è che quasi non ce la facciamo a stare dietro alla richiesta». Niente burro o grassi animali o vegetali di dubbia qualità. Invece è l'olio la grande novità nel mix con il cacao biologico che arriva appositamente dal Guatemala. Niente conservanti o coloranti, per questo il cioccolato del Monte Pisano viene classificato come termolabile, da consumare preferibilmente nella stagione fredda. «È nato - fa sapere la Nizzoli - per puro caso, come spesso succede per le scoperte più singolari. È stato sufficiente il colloquio con un vecchio amico, perché mi si accendesse la lampadina che ha portato al cioccolato artigianale biologico, esclusivamente formato da olio e cacao. Sono molto contenta. Ma la mia vera passione è la fitocosmesi biologica. Anche grazie al master che ho frequentato in olivicoltura e olio di qualità, ho messo a punto la linea di eco-biocosmesi locale Domus Olea. In sinergia con il dipartimento di scienze farmaceutiche dell'università di Firenze è stato possibile costruire una linea cosmetica biologica concentrata, che utilizza estratti di piante per lo più provenienti dal nostro territorio, quali foglie di olivo alle quali si aggiungono vite, ortica, lavanda, unitamente al miele e alla cera delle api di spiaggia del parco naturale di San Rossore».  Dopo lo straordinario successo avuto al concorso svoltosi di recente a Volterra, dove l'azienda di famiglia si è aggiudicata ben tre primi posti su cinque messi in palio tra circa 70 aziende, la dottoressa parla della sua filosofia di studiosa e manager: «Credo che la qualità sia il mezzo per affermarsi, credo nella produzione biologica e amo il mio territorio e il rispetto per l'ambiente». Quest'olio nasce da oliveti recupati dall'abbandono, dovuto a difficoltà di conduzione, alti costi o scarsa reperibilità di manodopera. «Ora - conclude Serena - sovrintendo a oltre 2000 ulivi nei Comuni di San Giuliano, Calci e Vicopisano. Sono riuscita a ottenere un prodotto di eccellenza che ha conquistato il mercato gradualmente data la scarsa cultura sulle differenze che caratterizzano gli oli. Con le necessarie sinergie tra produttori e amministratori, in futuro il nostro olio avrà il giusto riconoscimento per quello che vale. A quel punto l'olivicoltura tornerà a essere redditizia e i nostri uliveti si ripopoleranno, con ritorno turistico, paesaggistico e ambientale».

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