Il Tirreno

Pisa

Alves accusato di un altro omicidio

Giovanni Parlato
La pousada dove è avvenuto l’omicidio dell’imprenditore Gregorio Bolettieri
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La pousada dove è avvenuto l’omicidio dell’imprenditore Gregorio Bolettieri

L'assassino di Bolettieri aveva già ucciso un'altra persona il mese prima

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 PISA. Luciano Bonfim Alves che il 29 dicembre aveva ucciso a bastonate il pisano Gregorio Bolettieri nell'ufficio della sua pousada a Salvador de Bahia, in Brasile, aveva già commesso un altro omicidio il 20 novembre. Aveva massacrato Isnard Costa, un 73enne, malato di Alzheimer.  Un assassinio - per le modalità - simile a quello dell'imprenditore pisano. Luciano Bonfim Alves conosceva la sua vittima e armato di una sbarra di ferro ha ucciso Isnard Costa nella sua abitazione con violenti colpi alla testa. Tutto per mettere le mani su 1.500 dollari e 45 euro.  Quest'omicidio che, fino a pochi giorni fa era un mistero per la Policia Civil, si è chiarito grazie alle foto dell'assassino pubblicate sui giornali di Salvador de Bahia e trasmesse dalle televisioni quando ha confessato l'omicidio di Bolettieri.  È stata la vedova di Isnard Costa nel vedere il volto di quella persona, il pintor, ovvero l'imbianchino, a pensare che quel giovane potesse essere l'omicida. Così la vedova è andata dalla polizia a raccontare i suoi sospetti su quell'imbianchino di 31 anni che aveva svolto dei lavori nella sua abitazione, e non soltanto nella pousada di Bolettieri.  La polizia ha cominciato le indagini scoprendo forti analogie fra i due omicidi: l'assassino conosceva le sue vittime, ha fatto uso di un bastone e le ha uccise in casa per il solito fine: derubarle.  Luciano Bonfim Alves se era crollato dopo poche ore di fronte ai poliziotti che lo incalzavano sulla morte di Bolettieri, solo al termine dell'inchiesta e di una serie di riscontri, ha confessato di essere l'assassino anche di Isnard Costa. La polizia, dopo avere perquisito l'abitazione dell'omocida, ha trovato un orologio che era appartaenuto alla vittima. È stata questa prova a fare crollare Alves che, alla fine, ha ammesso di essere l'assassino anche di Isnard Costa.  Addirittura, la polizia di Salvador de Bahia, ora sospetta che Luciano Bonfim Alves possa avere commesso altri delitti rimasti insoluti. L'interrogativo che corre negli uffici del 14º distretto di polizia della città brasiliana è questo: Alves è un serial killer?  Questo secondo omicidio chiarisce anche gli eventuali dubbi rimasti sul delitto dell'imprenditore pisano. L'omicida, per giustificare il suo gesto, aveva affermato che la sua era stata una violenta reazione di fronte alle avances di Bolettieri che, addirittura, lo aveva minacciato con un coltello.  «Le sue dichiarazioni - afferma Simona Menconi, una nipote di Bolettieri - erano state ritenute impossibili e inverosimili da noi familiari, dai suoi amici e conoscenti sia italiani che brasiliani perché contrastanti con la natura benevola e gioviale di mio zio. Ma ritenute inverosimili anche dalla polizia stessa del luogo che ha sempre mantenuto in vita l'ipotesi di un delitto con fine di rapina. Le infamanti dichiarazioni di Luciano Bonfim Alves, oltretutto e oltremodo infondate nella sua "presunta legittima difesa" da assalti o vessazioni da parte di mio zio, sono cadute».  

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