Il dolore
Aurelia, quella strada piena di croci
Carlo Venturini
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Un mazzo di fiori appeso a un albero lungo l’Aurelia ricorda una vittima della stradaRimane una delle arterie a più alto rischio, tanti gli incidenti
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PISA. Più che una strada, l'Aurelia sembra un cimitero. Il nostro viaggio inizia allo svincolo autostradale di Pisa Nord per concludersi poco dopo la rotonda della Navicelli spa. Poco più di dieci chilometri che appaiono come un cimitero di croci, lapidi, foto e fiori legati ai pini ed ai guard-rail. Foto di chi ha trovato la morte lungo questa strada. Questo dimostra la pericolosità di quell'arteria che porta in città sia i pendolari dei comuni di Vecchiano e Nodica che quelli di Torre del Lago e Viareggio. Svincolo autostradale. È forse uno dei punti più pericolosi di tutta la viabilità provinciale. Si esce dall'autostrada e da lì le auto si immettono su due corsie: una verso Viareggio, l'altra verso Pisa. Peccato, però, che le macchine e soprattutto i tir possano immettersi anche nella vicina via Traversagna, andando così ad incrociarsi pericolosamente con chi procede sia verso Viareggio che con i veicoli che escono da via Traversagna. Quell'incrocio maledetto sarà sostituito da una rotonda. Madonna dell'Acqua. Il tratto di strada che va dal semaforo di Migliarino Pisano fino a Madonna dell'Acqua presenta un asfalto vecchio, logoro, con scarsa visibilità della segnaletica orizzontale. L'asfalto è così consumato che con la pioggia moto e scooter ci transitano come se fossero su una lastra di ghiaccio. Lì ci vorrebbe l'asfalto drenante onde evitare i tanti tamponamenti e le sbandate a causa della scivolosità dell'asfalto. Ai margini della carreggiata, la pericolosità è in qualche modo diminuita, ma per puro caso, cioè per il fatto che l'Anas, di concerto con l'Arpat, ha dovuto tagliare 11 platani perché malati di cancro colorato. La strada quindi appare un po' più sicura, anche se sul ciglio rimangono dei residui per l'abbattimento degli alberi e non vi è traccia di guard-rail. Sempre su quel tratto c'è una palina della fermata dei bus. Praticamente è messa a pochi centimetri dalla carreggiata e di notte è impossibile vedere se ci sono persone che aspettano l'arrivo del pullman e magari sono dentro la carreggiata. Da via Pietrasantina all'incrocio di via Pisano. Questo tratto è costellato di lapidi, fiori e foto di persone morte in incidenti. Basta guardare in che condizioni sono i guard-rail per capire quanti incidenti si susseguono in quel tratto di Aurelia che ha un asfalto vecchio di anni e non drenante. L'asfalto è inoltre pieno di pericolose gobbe dovute alle radici dei pini. Il tratto più pericoloso è quello del ponte che passa sopra la ferrovia, rischioso anche il tratto antistante al Bar Enrico. Lì in quella porzione di Aurelia, sia il margine destro che sinistro è pieno di dossi e cunette, così come ce n'è una nascosta proprio dietro la curva che dall'Aurelia porta al palazzetto dello sport. Da via Andrea Pisano ai Navicelli. Di male in peggio. Segnaletica verticale storta a causa di veicoli che ci hanno sbattuto contro, guard-rail sfatti, margini della carreggiata pieni di dossi e cunette, rami di pino caduti nei fossati e mai tolti. Sporcizia. Oltre a questo ventaglio di degrado e mancanza di manutenzione, c'è da registrare la presenza di sporcizia lungo tutto il tratto stradale che è il comun denominatore dell'intero percorso da noi ossevato. Abbiamo trovato sedili di auto abbandonati nelle piazzole e pneumatici. Appare un po' meglio la situazione dell'Aurelia nel tratto che dall'incrocio con lungarno Sidney Sonnino passa sul Ponte Piglieri, così come le rotonde dopo la Saint Gobain, a parte la segnaletica, sono tenute in uno stato decoroso. Non si può dire lo stesso della porzione dell'Aurelia che subito dopo gli stabilimenti della Codecasa costeggia la ferrovia. Infatti, ci sono tratti che corrono molto vicini alla strada ferrata e non vi sono né guard-rail né reti di recinzione ad evitare che un'auto, sbandando, finisca la sua corsa proprio sulla ferrovia.
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