Il dolore
Tagli negli asili, protesta il personale
Angela Feo
I sindacati decidono il blocco dell'inserimento dei lattanti e della turnazione
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Passate le festività, i nove asili nido comunali si ritrovano a fare i conti con 7 unità in meno (5 educatrici e 2 ausiliarie), così come comunicato dall'amministrazione comunale il 23 dicembre. Il provvedimento ha suscitato la reazione dei lavoratori dei servizi educativi, riunitisi ieri in assemblea. «L'amministrazione ha deciso con un atto unilaterale una riorganizzazione dei servizi che noi respingiamo - spiega Maria Borsò, rappresentante della rsu -. Sono state tagliate 7 unità, non sono state attivate le assunzioni per mobilità previste dagli accordi precedenti.
L'amministrazione ha poi affidato il servizio ausiliario del nido di San Biagio a una ditta privata. Tutto questo a metà anno scolastico, quando sei strutture dovranno affrontare l'inserimento di 22 lattanti». E proprio all'asilo di San Biagio, ieri, c'è stato uno spiacevole disguido: alle 7.40 non c'era nessuno a ritirare il cibo per la mensa (ai nuovi ausiliari era stato detto di entrare alle 8.20). Per 40 minuti il cibo è dunque rimasto fuori dalla porta dell'asilo. I nidi comunali ripartono dunque con 69 unità contro le 76 che si contavano a settembre. Il risparmio per il Comune, secondo le stime dei sindacati, sarà di circa 70mila euro. «Nei mesi scorsi erano stati convocati tavoli tecnici per discutere la riorganizzazione degli asili nido - spiega una nota di Palazzo Gambacorti -. La Rsu aveva dato la propria disponibilità, ma non si è presentata mai agli incontri programmati».
Secca la risposta dei sindacati. «L'amministrazione non ha considerato le richieste, le analisi, le aspettative delle lavoratrici e delle famiglie utenti - dice Stefania Corucci, sempre della rsu - imponendo ai sindacati decisioni già prese in ambito politico. Avevamo chiesto un incontro formale col sindaco che non ci ha mai ricevuto. E proprio l'assenza di risposte non ha permesso l'attivazione dei tavoli tecnici, costringendoci alla proclamazione dello stato di agitazione». I lavoratori annunciano un percorso di informazione e sensibilizzazione rivolto all'utenza attraverso iniziative pubbliche, fino al blocco dei servizi. Sarà anche attivato il blocco della flessibilità oraria e delle turnazioni, il blocco dell'inserimento dei lattanti e il rispetto rigido del rapporto 1 educatrice ogni 6 bambini.
L'amministrazione ha poi affidato il servizio ausiliario del nido di San Biagio a una ditta privata. Tutto questo a metà anno scolastico, quando sei strutture dovranno affrontare l'inserimento di 22 lattanti». E proprio all'asilo di San Biagio, ieri, c'è stato uno spiacevole disguido: alle 7.40 non c'era nessuno a ritirare il cibo per la mensa (ai nuovi ausiliari era stato detto di entrare alle 8.20). Per 40 minuti il cibo è dunque rimasto fuori dalla porta dell'asilo. I nidi comunali ripartono dunque con 69 unità contro le 76 che si contavano a settembre. Il risparmio per il Comune, secondo le stime dei sindacati, sarà di circa 70mila euro. «Nei mesi scorsi erano stati convocati tavoli tecnici per discutere la riorganizzazione degli asili nido - spiega una nota di Palazzo Gambacorti -. La Rsu aveva dato la propria disponibilità, ma non si è presentata mai agli incontri programmati».
Secca la risposta dei sindacati. «L'amministrazione non ha considerato le richieste, le analisi, le aspettative delle lavoratrici e delle famiglie utenti - dice Stefania Corucci, sempre della rsu - imponendo ai sindacati decisioni già prese in ambito politico. Avevamo chiesto un incontro formale col sindaco che non ci ha mai ricevuto. E proprio l'assenza di risposte non ha permesso l'attivazione dei tavoli tecnici, costringendoci alla proclamazione dello stato di agitazione». I lavoratori annunciano un percorso di informazione e sensibilizzazione rivolto all'utenza attraverso iniziative pubbliche, fino al blocco dei servizi. Sarà anche attivato il blocco della flessibilità oraria e delle turnazioni, il blocco dell'inserimento dei lattanti e il rispetto rigido del rapporto 1 educatrice ogni 6 bambini.
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