Toscana
Tanti attestati per il parroco di Campo
Ricordato don Mirio Coli Presto l'arcivescovo designerà il sostituto
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CAMPO. In attesa del sostituto, il paese ha ricordato don Mirio Coli, ininterrottamente parroco amato da tutti. I fedeli, ma anche i laici, stanno organizzandosi per esprimere in forma tangibile, e con una iniziativa pubblica, l'affetto e la riconoscenza per quel prete scomodo perché abituato a dire ciò che pensava magari controcorrente. Don Mirio lo ha fatto per quasi mezzo secolo, come commenta monsignor Antonio Cecconi, inizialmente in un'ambiente che pareva difficile e che lui ha conquistato con la grande apertura umana e sociale, a cominciare dal dialogo con i giovani. «Non riusciamo a rassegnarci che don Mirio non ci sia più». Dicono ad una voce i campigiani. Grande il rimpianto anche al circolo Arci, motore pulsante delle attività della frazione sangiulianese. «Con lui - ripete la presidente del circolo - avevamo stabilito da subito un rapporto di feconda collaborazione privilegiando il bene della gente e del territorio». Per sua espressa volontà, don Mirio riposa nel cimitero di Campo, sua patria d'adozione, anche se nel suo cuore era rimasta San Lorenzo di Montemagno dove era nato il 10 maggio 1930 da babbo Vincenzo e mamma Virginia. La madre, come è noto, gli è stata vicino fino alla bella età di 105 anni. Anche se ultimamente aveva accusato qualche acciacco, don Mirio godeva di buona salute. Non si contano le attività promosse con realismo inesauribile nei 43 anni di apostolato. Non sarà facile per l'arcivescovo monsignor Giovanni Paolo Benotto designare il parroco che non faccia rimpiangere don Mirio.
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