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Sesta porta, incubo penali e corte dei conti

Sesta porta, incubo penali e corte dei conti

Rebeldìa vuole opporsi allo sfratto del 15, ma Sviluppo Pisa ha urgenza di iniziare i lavori

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 PISA. Comincia il conto alla rovescia per lo sgombero di Rebeldìa fissato per sabato. Il centro sociale non ha accettato le due soluzioni prospettate dal Comune e gli è stata negata la sede ex Asnu. Intanto, la società Sviluppo Pisa srl deve liberare l'area per realizzare la Sesta Porta. E, in caso di ritardo della consegna dei lavori, ci saranno le penali da pagare e interventi della Corte dei Conti per gli eventuali danni all'erario.  Ricordiamo che la società Sviluppo srl è di proprietà interamente della Pisamo spa, ovvero del Comune. Pertanto, le penali che in caso dovrà pagare il Comune, di fatto le pagherà il cittadino.  La Sviluppo srl, in seguito all'approvazione del piano attuativo, è stata costituita il 25 maggio 2007, ed è stata incaricata dall'amministrazione comunale di gestire tutte le attività del piano.  Nel mese di maggio del 2009, Sviluppo Pisa stipula il contratto preliminare di vendita di una parte consistente (2.859 mq) dell'edificio polifunzionale all'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia per un importo complessivo pari a 9 milioni di euro più Iva. L'impegno di Sviluppo Pisa è quello di consegnare all'istituto la porzione di fabbricato entro il 14 maggio 2013, altrimenti il contratto prevede delle penali per ogni giorno di ritardo sulla consegna (la sanzione prevede un pagamento quotidiano di 1.669 euro fino alla fine del 2013, penali che poi aumentano con l'inizio del 2014).  A marzo 2010, Sviluppo Pisa stipula il contratto preliminare di vendita di un'altra parte (2200 mq) dell'edificio polifunzionale alla Sepi spa per un importo complessivo pari a 6 milioni e 800mila euro più Iva. L'impegno di Sviluppo Pisa è quello di consegnare alla Sepi entro il mese di marzo del 2014, altrimenti il contratto prevede penali per ogni giorno di ritardo sulla consegna e dalla tabella che pubblichiamo si ha un quadro complessivo dell'importo delle penali. E la Pisamo ha già dovuto affrontare le spese legali in seguito all'esposto dei residenti contro il disturbo alla quiete pubblica che arrivava dalle iniziatibe di Rebeldìa. Il giudice ha dato ragione ai residenti, ma ha dovuto fare pagare le spese legali a Pisamo in quanto proprietaria dell'area.  Col pensiero alle penali, si capisce come ogni giorno che passa è visto con preoccupazione sia dall'amministrazione comunale che da Sviluppo Pisa. «Al momento in cui Rebeldìa libererà l'area, subito dopo cominceranno i lavori di demolizione», dicono da Palazzo Gambacorti. Infatti, le prime due gare (di demolizione e di bonifica) sono state già aggiudicate.  Questa settimana è di fatto decisiva da una parte per il futuro del Laboratorio Rebeldìa e da una parte per dare avvio al cantiere della Sesta Porta.  Il Comune aveva fatto due proposte. La prima proposta nella concessione in comodato gratuito dal Comune di Pisa per 18 mesi, con impegno ad un'eventuale stipula di regolare contratto d'affitto alla scadenza dei 18 mesi, dello spazio adiacente via Saragat di proprietà delle Ferrovie dello Stato che comprende un'area di 2020 mq contenente un fabbricato a due piani ed una pensilina di circa 621 mq.  La seconda proposta, consiste nella concessione in locazione di due capannoni di via San Jacopo, di proprietà comunale di circa 400 mq ciascuno, con uno spazio circostante di circa 600 mq.

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