Il Tirreno

Pisa

Tutti mobilitati per salvare l'Arsenale

L’interno del cineclub Arsenale
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L’interno del cineclub Arsenale

Il professor Di Tullio: «Non possiamo perdere un patrimonio culturale»

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PISA. «L'Arsenale non è di proprietà dei gestori, ma è un patrimonio culturale della città e quindi va tutelato».  A dirlo è Ugo Di Tullio, consigliere delegato della Fondazione Sistema Toscana e docente di organizzazione dello spettacolo teatrale e cinematografico all'università. Una dichiarazione, la sua, che viene dopo aver appreso la notizia di una probabile chiusura del cineclub di vicolo Scaramucci. «Con l'Arsenale - continua Di Tullio - abbiamo da anni una convenzione grazie a cui sono messe a disposizione del pubblico le collezioni dei film».  Di Tullio ricorda anche che l'Arsenale è un elemento prezioso per i ricercatori e gli studenti. «Purtroppo - continua - il Governo ci dice che non si vive di cultura, ma il popolo lo sconfessa perché gli spettatori nelle sale sono aumentati del 25% nel 2010».  L'assessore alla cultura del Comune di Pisa, Silvia Panichi, aggiunge: «Sia come cittadina che come amministratrice, posso dire che, se chiudesse l'Arsenale, sarebbe un duro colpo all'offerta culturale della città».  «La mia passione per il cinema - spiega Panichi - e quella di migliaia di altre persone è cresciuta e si è alimentata grazie alle proiezioni fatte all'Arsenale che ha accompagnato la formazione culturale di studenti delle medie, dei licei e dell'università». Panichi ricorda anche che i gestori dell'Arsenale hanno avuto traversie non previste, come quelle capitate al Ciak di Tirrenia a causa di pini malati e recinzioni. «È certo - conclude l'assessore - che i tempi sono cambiati ed i mutamenti sono avvenuti in fretta. Basti pensare ad internet, ai decoder, al digitale terrestre a Sky; la concorrenza è dunque spietata, ma è pur vero che l'Arsenale ha tanti soci che risponderanno alla sottoscrizione».  Manolo Panicucci, responsabile cultura del Pd, è molto preoccupato dell'eventuale chiusura dell'Arsenale. Dice: «Avevamo avuto segnali di una possibile crisi, ma non pensavamo fosse così grave. Comune, Regione e Provincia sicuramente approfondiranno la questione». Carlo Venturini ALTRO SERVIZIO a pagina 23

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