Proteste
Cedolare secca, i ricchi ringraziano
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La vetrina di un’agenzia immobiliareLa riforma della tassazione sugli affitti premia chi ha redditi elevati
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PISA. Meno tasse con l'introduzione della cedolare secca sugli affitti. E soprattutto chi può vantare un reddito di almeno 30mila euro, e deciderà di applicare questa nuova opportunità, avvertirà uno sgravio importante, a partire da 700 euro l'anno. Il provvedimento è ancora all'attenzione dei palazzi romani. La sua approvazione era attesa entro la fine del 2010, così da entrare in vigore sin dall'1 gennaio 2011. Invece il percorso è ancora da compiere, anche se sul suo esito positivo ci sono pochi dubbi, come lasciano intendere dalla direzione generale delle Finanze. Soprattutto perché sembrano ormai oltrepassate le perplessità in merito alla copertura economica: non dovrebbero esserci perdite di gettito fino al 2013 e nel 2014 il problema sarà superato grazie alla nuova imposta comunale prevista dal federalismo fiscale. Vantaggi in arrivo dunque per i locatari, secondo le stime della Cgia di Mestre che, attraverso varie simulazioni, ha rilevato una riduzione del carico fiscale pari a quasi un miliardo di euro di tasse, su scala nazionale, che i proprietari di immobili non pagheranno. La cedolare secca sugli affitti, a valere sui proprietari privati di immobili che locano le unità ad uso residenziale, prevede l'applicazione di un'imposta unica al 20% anziché il classico regime con applicazione nella dichiarazione dei redditi degli scaglioni Irpef, che sono decisamente più elevati all'aumentare del reddito complessivo o di quello da locazione. Occorre ricordare che questa disposizione di legge riguarderà solo gli immobili ad uso abitativo di proprietà di persone fisiche e che in Italia interessa circa 2.730.000 abitazioni. Ma chi saranno coloro che guadagneranno di più dall'applicazione di questo provvedimento? Dalla simulazione dell'associazione degli artigiani mestrina, i risparmi di imposta più robusti riguarderanno, in particolar modo, i redditi superiori ai 29.000 euro l'anno. Da questa soglia di reddito in avanti, lo sgravio fiscale medio sarà di 740 euro, arrivando a toccare i 2.172 euro per un locatore con un reddito complessivo superiore ai 75.000 euro. Attualmente esistono due tipologie di contratti di locazione: uno a "canone libero", in cui le parti possono fissare liberamente l'ammontare del canone stesso: l'altro, chiamato "canone concordato", in cui il prezzo dell'affitto viene stabilito in base ad accordi raggiunti tra le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative della proprietà e degli inquilini. Quest'ultima tipologia contrattuale rappresenta però solo lo 0,6% circa di tutti i contratti di locazione presenti in Italia. Da tenere di conto che per i locatori che applicano il canone libero i vantaggi economici saranno sempre assicurati, mentre per coloro che applicheranno il canone concordato l'applicazione della cedolare secca non sempre garantirà una riduzione di imposta. Secondo un altro studio, realizzato da Solo Affitti (franchising immobiliare specializzato nelle locazioni), con questo provvedimento l'Italia diventerà il Paese europeo più conveniente in materia di tassazione sui redditi da locazione, sorpassando Ungheria, Finlandia e Olanda, dove sono vigenti imposte con aliquota fissa rispettivamente pari al 25%, 28% e 30%.
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