Il Tirreno

Pisa

Truffa, sotto accusa 3 infermiere

Candida Virgone
L’ospedale di Cisanello
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L’ospedale di Cisanello

Indagine della procura su uscite durante il lavoro

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 PISA. Compariranno mercoledì prossimo davanti alla commissione disciplinare dell'Aoup, Azienda ospedaliero-universitaria pisana, tre infermiere dell'ospedale di Cisanello finite in una indagine della procura con l'accusa di truffa. Nel mirino degli inquirenti un classico, il timbro del cartellino, avvenuto ora a mo' di pianisti, cioè con una che passava il budget per l'altra, ma anche timbri e successive uscite, in barba a tutti, utenza e colleghi, per fatti propri, come fare la spesa di casa o sbrigare commissioni personali. Assenze in orario di lavoro che sarebbero andati avanti per anni sotto gli occhi disarmati dei colleghi. Qualcuno però alla fine non ce l'ha fatta ed alcuni mesi fa ha preso carta e penna ed ha presentato un esposto firmato in procura stigmatizzando il comportamento delle tre colleghe, due di una unità operativa, la terza di un'altra molto vicina alla prima, e chiedendo alla procura di indagare. L'indagine sarebbe andata avanti per mesi, le tre infermiere, tre signore pisane, sarebbero state seguite per settimane. L'indagine, coordinata dai carabinieri della polizia giudiziaria presso la procura, avrebbero alla fine messo in luce una serie di effettivi comportamenti illeciti e sarebbero culminate con la richiesta, alla direzione generale dell'azienda ospedaliera, dei tabulati di ingresso ed uscita delle tre dipendenti nell'ultimo anno. La richiesta è giunta ai vertici dell'Aoup il 15 dicembre scorso. A quel punto anche l'azienda ha avviato una sua indagine interna denunciando le accuse mosse alle tre dipendenti alla commissione disciplinare. Le tre infermiere sono già state convocate e informate: i risultati della commissione disciplinare, che è presieduta dal direttore del personale, dottoressa Grazia Valori, saranno rese note con la convocazione della prossima settimana, nei giorni di mercoledì e giovedì.  «Dispiace - commenta il direttore generale, Carlo Rinaldo Tomassini - che presunti comportamenti scorretti di tre persone possano danneggiare l'immagine di una struttura che funziona e con punte di eccellenza, in cui operano 5.040 dipendenti».

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