Il Tirreno

Pisa

I dipendenti Dsu contro la prossima chiusura di via Betti

Si mangia meno e si spende di più Ecco le nuove tariffe della mensa

Gianluca Campanella
Gli studenti pranzano in una mensa universitaria
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Gli studenti pranzano in una mensa universitaria

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 PISA. Mangiare di meno spendendo di più e a volte trovando anche chiuso. Dal 2 gennaio sono in vigore le nuove tariffe delle mense universitarie e da ieri si misurano gli effetti a tavola. Infatti, dopo la pausa natalizia, ha riaperto il primo dei tre ristoranti gestiti dall'Ardsu, Azienda regionale per il diritto allo studio: quello in via Cammeo. Entro la settimana prossima rientreranno tutti a pieno regime, ma non si sa per quanto tempo. Sembra che già a febbraio nella mensa di via Betti sarà eliminato il turno serale.  Il piano di tagli è stato varato a fine anno dal cda dell'Ardsu per chiudere un bilancio che nel 2011 sarà più magro di circa 7 milioni, a causa dei minori fondi erogati dal governo nazionale. Da ieri gli studenti pagano il pasto 3 euro, mentre il vecchio prezzo era di 2,50. Inoltre è cambiata la composizione del menu: ora si può scegliere lo yogurt in alternativa alla frutta; mentre prima era possibile prendere entrambi.  Ma il boccone più amaro deve ancora arrivare: la chiusura a cena di via Betti. La struttura era data per "persa" a novembre, ma i lavoratori oggi commentano: «Anche grazie alla stampa, c'è stata una forte pressione su Ardsu e Regione Toscana. Così è stato salvato il turno antimeridiano. Ma ora che sono tutti distratti, ci sarà la sorpresa». Il personale chiede di non abbassare la guardia e ricorda che con lo spostamento a Cisanello dell'ospedale e delle lezioni di Medicina, la presenza della mensa in via Betti sarà ancora più necessaria.

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