Il Tirreno

Pisa

Alluvione Natale 2009. Il presidente del comitato Argine al commissario Enrico Rossi

«Grazie per i soldi, ma non bastano i danni vanno coperti per intero»

Daniela Salvestroni
Sopra un’azienda di Migliarino allagata a causa dell’allluvione del Natale 2009 A fianco Valterio Castelli
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Sopra un’azienda di Migliarino allagata a causa dell’allluvione del Natale 2009 A fianco Valterio Castelli

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 PISA. «I soldi stanziati sono arrivati alle aziende in regola, ma chiediamo che siano pagati agli imprenditori tutti i danni subiti a causa dell'alluvione 2009». Lo dice Valterio Castelli, presidente del comitato Argine, che ha scritto una lettera al commissario Enrico Rossi per chiedere di risolvere gli aspetti burocratici e avere il pagamento completo.  «Il commissario - spiega Castelli - si è dimostrato concreto e sensibile alle richieste oggettive e logiche degli imprenditori, per cui spero che possa far arrivare alle aziende quello che spetta loro in modo corretto. Il suo operato è oggi bloccato dai vincoli imposti dalla protezione civile. Ma non c'è nessun motivo o legge divina per cui i contributi dello Stato debbano avere un limite rispetto alla copertura del 100% dei danni subiti. La colpa non è certo l'incuria degli imprenditori, sarà semmai l'ondata di acqua e fango, per cui chi ha subito danni non può certo essere contento».  Un Valterio Castelli che si mostra combattivo e prosegue: «Discuteremo sulla parte che manca: se il governo non ha i soldi, ce l'avranno la Regione, la Provincia, la Camera di commercio oppure le assicurazioni. Per un anno le aziende, o meglio chi ha potuto, sono andate avanti con i loro soldi, ma altri hanno chiuso o ridotto l'attività. Stiamo operando per superare il vincolo che impedisce il rimborso dalle assicurazioni, come abbiamo scritto nella lettera al commissario».  Nell'ordinanza infatti si pongono i limiti del 50% per i danni sugli immobili e gli impianti e del 30% per i danni sulle scorte.  «Non si capisce - dichiara Castelli - per quale motivo un'azienda che si è correttamente preoccupata di assicurarsi, dato che i contributi non copriranno più del 50% del danno, non possa farsi risarcire la parte residua da una assicurazione, ma debba usare le proprie risorse distogliendole dalla normale gestione e dagli investimenti per il suo sviluppo. Chiediamo al commissario di valutare l'ipotesi di calcolare il contributo sull'intero danno e accettare che l'assicurazione possa integrare fino al 100% del danno stesso e che solo l'eventuale parte eccedente venga scomputata dal contributo. Questo sarebbe fare giustizia».  In subordine, il comitato Argine chiede di «togliere il rimborso assicurativo dal totale del danno e sulla differenza applicare il calcolo del contributo». Inoltre resta da risolvere la questione del reddito lordo. «Riteniamo che per il fermo attività - sottolinea Castelli - almeno il valore degli ammortamenti e degli interessi passivi debba essere considerato nel calcolo di tale contributo. È, infatti, evidente a tutti che sia gli ammortamenti, sia gli interessi passivi continuano a maturare anche durante il periodo di fermo attività».  La conclusione della lettera è un vero e proprio appello. «In questo momento la sola persona che ha il potere di interpretare o di far modificare l'ordinanza che ha di fatto creato una situazione di forte ingiustizia fra le aziende e di forte irrazionalità, è il commissario; ed è proprio a lei che ci appelliamo perché ristabilisca un comportamento equo, giusto e rispettoso delle reali esigenze delle imprese che hanno subito senza colpa i danni della tragica alluvione del Natale 2009».

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