La manifestazione
Arsenale a un passo dalla chiusura
Carlo Venturini
Il cineclub deve fronteggiare scadenze fiscali e bancarie troppo onerose
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PISA. Dopo 29 anni, il cineclub Arsenale rischia la chiusura. Il countdown è implacabile perché tra 60 giorni esatti, quel microcosmo culturale, sociale ed associativo che è l'Arsenale dovrà far fronte ad una serie di scadenze fiscali e bancarie non più sostenibili da chi ha fatto cultura cinematografica e d'essai pensando - ahinoi - che questa venisse considerata un patrimonio da tutelare. «Putroppo, i tagli all'editoria, l'aumento del 400% delle spese postali e la sospensione delle agevolazioni, non ci consentono di proseguire», dice amareggiato Alberto Gabbrielli nella sala vuota del suo cinema nato in un vicoletto del centro storico. L'allarme era circolato già da un po' tra gli oltre 6.500 soci perché nessuno di questi aveva ricevuto a casa il programma del cinema; un feuilletton in rigoroso e raffinato bianco e nero ricco di articoli e brevi saggi sul ciclo di film che era in programmazione. C'è poco da dire, i soci dell'Arsenale erano una comunità tenuta insieme anche da quel programma che arrivava puntuale e che faceva scattare tutta una serie di telefonate per darsi l'appuntamento a vedere il ciclo di Chaplin o Antonioni. «Ad oggi, possiamo informare i soci solo attraverso il sito», dice Gabbrielli. I soci ed i non soci, aggiungiamo noi perché l'Arsenale ha i numeri da mettere sul piatto della bilancia del suo successo. Nel 2010, all'Arsenale si sono seduti ben 6.000 bambini delle scuole che "educatamente", nel pomeriggio lasciavano il posto a 2.700 anziani che hanno visto fantastici film a 2 euro. «L'Arsenale, per la città, è una comunità, un luogo di incontro e di dibattito - continua Gabbrielli - ed è questo che vorrei passasse l'idea che da noi vengono le scuole, le associazioni e i singoli privati cittadini: si siedono al tavolo e propongono cicli di film». L'Arsenale, oltre ad avere oltre 6.500 soci, collabora con circa 40 associazioni, con diverse facoltà dell'università, ha cinque dipendeti fissi, quattro obiettori di coscienza, due stagisti e decine di volontari. La sua collezione di pellicole, poster, saggi e libri è parte integrante della sede pisana della Mediateca regionale. «Lo stato ci dà 3mila euro l'anno», taglia corto Gabbrielli riportandoci alla dura legge del mercato. Peccato però che l'Arsenale non sia nata per stare propriamente sul mercato come fosse un multisala. «Il Comune e la Regione - continua Gabbrielli - in passato, ci hanno aiutato con un finanziamento di 20mila euro, ma quello statale è ormai passato dai 12mila euro ai 3mila». Se il fondo è stato dunque drammaticamente decurtato, a peggiorare le cose ci si sono messi i multisala perché anche loro sono riusciti ad entrare nel novero dei cinema d'essay. «Se un mulitisala dedica una delle 6 sale ad un film e lo tiene un mese, ecco che può ricevere il finanziamento statale». Quindi, non solo la torta dei finanziamenti è stata ridotta, ma sono aumentate anche le bocche da sfamare. Tuttavia, prima che l'Arsenale mandi in proiezione i suoi titoli di coda, Gabbrielli lancia una sottoscrizione all'intera cittadinanza. «Per mantenere in vita l'Arsenale, agiremo su due fronti e cioè vorremmo arrivare a 150 soci sostenitori ed incrementare fortemente il numero dei soci ordinari». Negli anni '90, il cineclub poteva contare su qualcosa come 8.000 affilliati e quindi non sembra una missione del tutto impossibile tornare a toccare o sfondare quel tetto di numeri. Una speranza per l'Arsenale affonda anche nel bacino studentesco perché nel solo 2010, i biglietti ridotti per gli studenti sono stati di poco inferiori ai 7.300. «Non chiediamo un semplice e banale acquisto - spiega Gabbrielli - bensì un vero atto di sostegno». Per informazioni sulla sottoscrizione basta andare all'Arsenale, in vicolo Scaramucci 4. Sullo stato di allerta dei bilanci dell'Arsenale hanno anche inciso i costi per dotare il litorale di una sala cinematografica come quella del Ciak di Tirrenia.
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