Il Tirreno

Pisa

Top dei 'cervelli', l'università batte la Normale

Candida Virgone
La Scuola Normale Superiore
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La Scuola Normale Superiore

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 PISA. Per la Virtual Italian Academy, la Via, nata a Manchester, i migliori cervelli italiani sono nelle istituzioni di studio e ricerca pubbliche e, nella classifica che è stata stilata fra 50 enti, il nostro ateneo occupa l'11º posto e la prestigiosa Scuola Normale Superiore addirittura il 22º. Nella top ten l'Alma Mater di Bologna, il Cnr, le Statali di Milano e Torino, l'università di Padova, la Sapienza di Roma e fra i privati il San Raffaele e l'Int. La classifica è basata sul numero di scoperte di peso dei migliori scienziati e ricercatori che lavorano in Italia, contate dai colleghi italiani che operano all'estero e che sono riuniti nella Via. Questa ha classificato i cervelli 10 e lode italiani in base a quantità e rilevanza accademica delle scoperte, poi li ha suddivisi per posti di lavoro, ricavando una classifica delle strutture. Il valore delle ricerche è misurato in base ad una sorta di impact factor denominato indice «h», che parte da 30 e arriva ad un massimo di 125: se uno studioso ha 30, significa che ha fatto 30 scoperte (insomma 30 studi) citate almeno 30 volte in scoiperte dei suoi colleghi, un sistema invalso un po' in tutto il mondo per stimare l'impatto della ricerca. Un indice che di fatto privilegia il settore scientifico a scapito di quello umanistico.  I «pisani» tis, cioè top italian scientist, sono 39, 24 nell'università, 11 alla Normale e 4 alla Scuola S. Anna, più numerosi Cnr. Fra gli universitari il diabetologo Ele Ferranini, con 83, l'endocrinologo Aldo Pinchera con 59, il ginecologo Andrea Genazzani (51), lo pischiatra Giovan battista cassano (44), il diabetologo Stefano Del Prato (40), gli endocrinologi Claudio Marcocci (37) ed Ennio Martino (35), per il Cnr il cardiologo Eugenio Picano (con 48), il biologo Tullio Pozzan (86), l'epidemiologo Rodolfo Saracci (41), Piero Salvadori, per la Normale il chimico Luisi, i fisici Sagnotti e Tredicucci (anche in quota Cnr), il matematico Ambrosio, il fisico-matematico Giaquinta, e ancora fra ateneo e Infn i fisici Bellettini, Dell'Orso, Cervelli, Strumia, Giorgi, Sagnotti, Rossi, Ciocci, Arimondo, il chimico Tomasi, Bettarini, e infine il bionformatico Rizzo, l'informatico Montanari.  Una classifica un po' strana, perché fa una sorta di somma aritmetica senza tener conto della grandezza della struttura e penalizzando il settore umanistico rispetto a quello scientifico. Così sugli 800 Cnr italiani i tis sarebbero 63, su un migliaio di docenti dell'ateneo pisano solo 24, 4 al S. Anna e alla Normale, è il caso di dirlo, ben 11 su 30.  «Una classifica che va presa con attenzione - commenta cauto il direttore della Normale, Fabio Beltram - un metro di giudizio che è rischioso appicare alle istituzioni. La Shanghai Ranking, prestigiosa classifica mondiale, è normalizzata per taglia, insomma prevede l'intensità di qualità, valuta la dimensione relativa. In questa la Normale è di gran lunga la prima in Italia e la 4ª in Europa. Se per la Via la Normale ha 11 tis su 30 non c'è bisogno di commento». Come dire che il 45% degli studiosi della Scuola è al top.  «Un risultato soddisfacente - dice il rettore, Massimo Augello, che conferma la specifica vocazione del'ateneo ad eccellere nella ricerca e la capcità dei suoi studiosi a primeggiare in molti ambiti disciplinari».  

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