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Pisa

Chiesto un incontro col presidente della Regione prima di sabato 15

Rebeldìa non si rassegna e scrive a Rossi

Gianni Rosini
L’arrivo dell’ufficiale giudiziario a Rebeldìa
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L’arrivo dell’ufficiale giudiziario a Rebeldìa

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 PISA. Rebeldìa non si rassegna all'inevitabile sgombero forzato. Alcuni esponenti hanno inviato una lettera al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, per richiedere un incontro nel quale discutere della situazione. Nella lettera si racconta che «il gruppo racchiude 31 importanti associazioni (tra cui Emergency, Fratelli dell'uomo e Un ponte per) che hanno ricoperto e ricoprono tutt'ora un punto d'incontro importante per la cittadinanza, fornendo servizi gratuiti che, in tempi di tagli governativi, dovrebbero essere manna dal cielo per le istituzioni e non un peso, come invece li fa sembrare il Comune».  Gli attivisti di Rebeldìa lamentano un «disinteresse» del Comune nel cercare una soluzione alla questione della sede di via Cesare Battisti. «Tre anni fa - si dice - abbiamo inviato ben 7 proposte d'integrazione tra le nostre attività e il progetto Sesta Porta. Queste non vennero prese in considerazione, ma siamo venuti a conoscenza del fatto che il Comune non le presentò nemmeno allo studio Valle, incaricato del progetto della Sesta Porta. A distanza di tre anni, alcuni tecnici dello studio ci hanno comunicato che i 7 progetti erano tutti realizzabili».  I rappresentanti di Rebeldìa chiedono che l'incontro con Rossi possa avvenire prima della data del 15 gennaio, data per la quale è fissata la seconda e probabilmente definitiva visita dell'ufficiale giudiziario che deve far rispettare la sentenza del tribunale.

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