La manifestazione
E la saggezza popolare "spopola"
Carlo Venturini
Su Facebook in migliaia per la pagina della "Zoppa di Montinero"
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PISA. Cosa succede quando "La Zoppa di Montinero" appende le stampelle al chiodo? Succede che i suoi 4786 amici su Facebook continuano a scriverle e che numerosi fedelissimi, oltre 180, abbiano creato un gruppo perché la vogliono addirittura premier. La Zoppa di Montinero è un personaggio creato su Facebook circa un anno fa e il suo ideatore, ammantato di mistero, ha deciso di smettere per disintossicarsi un po' da internet. «Magari ci fossero i cerotti per smettere di usare internet!»: avrebbe commentato la Zoppa, il cui successo è tutto meno che claudicante. Un successo, quello della blogger, che affonda le radici nella saggezza popolare, nella semplicità con cui si trattano temi spesso artificiosamente resi complessi, e nell'utilizzo della lingua vernacolare. «La Zoppa ridimensiona tutto, riduce tutto ai minimi termini, è genuina nel trattare i rapporti personali e usa un mezzo altamente tecnologico per collegare il passato del focolare con il presente e con il futuro»: dice Michele Fabbrini, uno dei suoi affezionatissimi amici. «Senza radici non si fanno case, non crescono gli alberi e neppure i denti»: leggiamo una citazione sulla Zoppa tratta dal libro Faustobook, di Fausto Valtriani, che è tra gli animatori del gruppo la Zoppa Premier. Ma di politica, nelle pagine virtuali e negli interventi della Zoppa, ce n'è poca, o meglio, ce n'è il giusto. Anche in questo, la Zoppa è superiore, nel senso che va oltre, sorvola, vorrebbe volare sempre più in alto, ma a volte le tocca andare giù in picchiata per scrivere «Bondi alla prima della Scala, non c'era! Ir fantasma dell'opera!». Come dire che quando è troppo è troppo. In politica, di riffa o di raffa, ce l'hanno tirata anche i suoi amici che sono di sinistra e di destra, pisani e livornesi. «Se tutti possono candidarsi come si dice nell'Udc di Casini, allora vogliamo la Zoppa premier»: scrivono alcuni sulla pagina della Zoppa, che diventa il terzo incomodo, un'invitata dell'ultimo minuto, alla cena degli ossi, con Tremonti e Bossi. A parte queste "doverose" incursioni nella politica nazionale, la Zoppa passa il suo tempo a pigolare, a cianciare ed a battibeccare con il suo compare, Ir ceo, un altro personaggio inventato da un quarantenne salmastro e marinese (come la Zoppa!). «Appartiene al canone della commedia vernacolare quello del battibecco tra moglie e marito»: dice Valtriani anche se Ir ceo non è sposato, per ora, con la Zoppa. «La zoppa e Ir cèo sono dei mezzo-sangue, pisani e livornesi»: precisa Valtriani. «La visione è quella della Pisorno - dice Fabbrini - quella della zuppa, ma pure del caciucco, anche perché, se ci fosse la guerra in Toscana, i pisani si potrebbero mai alleare con i senesi?». La Zoppa dunque sorvola sulla politica, ma anche sui campanili pisano-livornesi, anche perché tra i suoi fedelissimi compaiono i due Gatti Mezzi che guarda caso, cantano una canzone che s'intitola "Cacciucco e zuppa". E i fiorentini? Quelli sono un altro paio di maniche. «I giorni scivolano via come i fiorentini sugli scogli»: sentenzia la Zoppa, che forse, due paroline sul nascituro aeroporto a Firenze le potrebbe dire. Gli auguri di buon anno, la Zoppa li ha mandati da par suo, usando mestoli di legno, ramaioli, tappi di sughero che compongono la parola Auguri. In molti si interrogano su che fine farà Ir ceo senza la sua Zoppa, ma c'è chi giura d'averli visti al calasole, a ciacciare davanti all'argano salmastro di un retone di Boccadarno.
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