Attenzione
Serie di iniziative sulle esperienze di solidarietà sul territorio organizzati dal circolo Alba, da Cesvot e Aiart
Quando uno stereotipo fa più male della malattia
Angela Feo
◗
Socializzazione anche a tavola per il circolo Alba 2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Una parola impropria può diventare una gabbia, un marchio ingiusto e doloroso. Per questo gli stereotipi linguistici che troppo spesso i media usano nei confronti di chi vive problemi di salute mentale, possono ferire nel profondo. Il rapporto tra il linguaggio di giornali e tv e il disagio psichico è stato al centro dell'incontro "Cose da pazzi. I Media e la Salute Mentale", che si è tenuto presso l'Associazione L'Alba nell'ambito degli eventi legati alla giornata della salute mentale. Un appuntamento al quale hanno partecipato anche una ventina di persone delle associazioni Mediterraneo di Livorno e Gabbiano di Piombino che, come L'Alba, lavorano da anni per promuovere il benessere psichico e combattere lo stigma di cui è spesso vittima chi soffre di disagio mentale. «Nei titoli di alcuni giornali, come in certi programmi televisivi, termini come "maniaco", "folle", "schizofrenico" vengono usati come sinonimi di criminale - ha spiegato la videomaker Lucia Gonnelli - mentre sono definizioni che si riferiscono a precise patologie riconosciute a livello medico. Il tema del disagio in questo modo viene erroneamente associato a situazioni di paura e pericolosità sociale. Allo stesso tempo, vicende come quelle di Cogne o di Avetrana, anziché essere spunto per approfondire situazioni di evidente disagio, diventano delle soap. In questo modo si fa un'informazione deviante». Il laboratorio video del circolo L'Alba esordisce 9 anni fa. Spesso i partecipanti intervistano per strada passanti e negozianti. Da questo lavoro nascono cortometraggi. Anche questo è un modo per farsi conoscere e per rappresentarsi per quello che si è. In questi anni, anche in Toscana si sono attivate reti e iniziative finalizzate a promuovere canali di comunicazione affinché l'universo di chi vive un disagio sia raccontato con un linguaggio corretto, scevro da stereotipi. Tra questi c'è il Concorso "Raccorti sociali", festival di cortometraggi organizzato da Cesvot e Aiart di Pisa, che vuole dar voce alle esperienze di solidarietà del territorio. «Il web dei social network, come facebook e myspace, è un altro mezzo utile per dare una corretta informazione e stimolare il dibattito, raggiungendo i più giovani» sottolinea Eva Campioni, facilitatrice sociale. Oppure si realizzano fumetti, come "Lotta allo stigma", scritto e disegnato da Luca Leonetti, volontario dell'associazione Il Gabbiano di Piombino. Si organizzano anche mostre fotografiche. Proprio al circolo L'Alba sono esposte 25 foto di Riccardo Romeo e di Carlo Baldacci che ritraggono i sorrisi dei ragazzi del circolo. «Un modo per mostrare l'altro volto della psichiatria - spiega la presidente dell'Associazione L'Alba, Diana Gallo - che ancora oggi, nell'immaginario di tante persone, è associata alle camicie di forza».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
