Il Tirreno

Pisa

Posta elettronica, invasione di email truffa

Antonio Scuglia
Una mail truffaldina con un sito clone che si spaccia per Poste Italiane
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Una mail truffaldina con un sito clone che si spaccia per Poste Italiane

Stanno infestando le caselle dei pisani su Internet e sono sempre più "realistiche"

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PISA. L'ultima in ordine di tempo è una falsa email che sembra provenire da Poste Italiane. Eccola: «Congratulazioni! Avete vinto 150,00 euro Bonus Poste Italiane. Da: "Poste Italiane" ‹servizio@bancopostaonline.poste.it›. Gentile Cliente, BancoPosta premia il suo account con un bonus di fedeltà. Per ricevere il bonus è necessario accedere ai servizi online entro 48 ore dalla ricezione di questa e-mail. Importo bonus vinto da: 150,00 Euro. Accedi ai servizi online per accreditare il bonus fedeltà. Poste Italiane garantisce il corretto trattamento dei dati personali degli utenti ai sensi dell'art. 13 del D. Lgs 30 giugno 2003 n. 196'Codice in materia di protezione dei dati personali'. Per ulteriori informazioni consulta il sito www.poste.it o telefona al numero verde gratuito 803 160. La ringraziamo per aver scelto i nostri servizi. Distinti saluti BancoPosta».  Ma l'ultima che? L'ultima truffa, ovviamente. In questi giorni sta letteralmente infestando le caselle postali elettroniche dei pisani: numerosissime le segnanazioni pervenute alla nostra redazione negli ultimi giorni. A quanto pare la Befana quest'anno viene per prendere e non per portare regali. Rispetto alle ultime frodi informatiche delle quali ci siamo occupati su queste pagine, ha una particolarità che non sarà sfuggita ai lettori più attenti: è scritta bene. Ovvero senza sgrammaticature.  E' la nuova frontiera del phishing, ovvero di quella truffa che consiste nell'attirare, tramite un link, la vittima verso un sito clone, creato appositamente come contraffazione di un indirizzo reale. L'esca è l'assegnazione di un bonus (come in questo caso) oppure la necessità di reimpostare le misure di sicurezza per non dover interrompere il servizio, o altro ancora. All'interno del sito clone verranno richiesta l'id e la password, che in questo modo l'inconsapevole vittima del raggiro fornisce ai predatori. I quali, in pochi attimi, svuoteranno così il conto, sul sito... vero.  Tutto inizia con un'email apparentemente proveniente dalle Poste o dalla nostra banca. I truffatori più artigianali mandano le email "a pioggia" verso utenti indeterminati; quelli più evoluti, invece, usano programmi spyware con i quali riescono a monitorare i siti che visitiamo sul nostro pc: in questo modo, la banca dalla quale l'email sembra provenire è la nostra banca, e non una qualsiasi. Fino a poco tempo fa, però, il phishing "bancario" o "postale" in Italia incontrava un ostacolo: dato che la truffa proviene da Paesi stranieri (di solito Est europeo o America del Nord), il testo italiano veniva tradotto tramite programmi automatici, e presentava sempre degli errori, di sintassi o di concetto, anche abbastanza marchiani.  La nuova generazione del phishing si avvale ora, a quanto pare, di complici italiani: ovvero di persone madrelingua che partecipano alla compilazione dell'email-trappola. Sempre più perfezionate.  La polizia postale pisana è sempre stata molto attiva nel perseguire, ove possibile, questi reati, e ricorda le precauzioni da tenere. In particolare: mai aprire né tanto meno rispondere alle e-mail che chiedono i vostri dati di accesso ai conti. Nessuna banca né le Poste infatti chiedono per email password e codici ai loro clienti. Quando questo avviene, si tratta sempre e solo di una truffa.  Le scorciatoie sulla tastiera fanno risparmiare tanto tempo, ma quando si tratta di collegarsi alla propria banca o simili sono pericolosissime. Non cliccate sul link ma digitate voi stessi l'indirizzo che già conoscete.

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