Il Tirreno

Pisa

«La tangenziale non crea scempi»

Pierluigi Ara
Un tratto interessato al passaggio della tangenziale a ridosso dell’ acquedotto
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Un tratto interessato al passaggio della tangenziale a ridosso dell’ acquedotto

Il sindaco Panattoni: il progetto ha superato tutti gli esami Ma il comitato insiste: è una minaccia per l'acquedotto

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 SAN GIULIANO. «La tangenziale di nord-est costituisce una minaccia per l'acquedotto mediceo», lo dice il comitato popolare che si prefigge di salvare il monumento di Asciano. Ma sull'altro versante delle istituzioni locali si dice il contrario: «Il sottopasso non intacca il monumento». «Credo che sostenere che ne deriverebbe uno scempio, è una sciocchezza», replica Paolo Panattoni, sindaco di San Giuliano.  Un ping pong, una contrapposizione di giudizi che vede al centro il caratteristico complesso, che ha fatto la storia del territorio. Il pensiero va ai tempi in cui l'acqua del monte riforniva Pisa. Proprio per l'approvvigionamento della città fu costruito l'acquedotto, originale e caratteristico, che necessiterebbe ai giorni nostri di opere strutturali per arrestarne il degrado e metterlo in completa sicurezza.  Il comitato, con animatore instancabile Sergio Sabatini, ha raccolto 1700 firme e lancia in continuazione segnali d'allarme. Adesso esprime preoccupazione per la nuova strada. Il sindaco invece non ha dubbi: «La variante di nord-est non intacca l'opera. Il progetto ha superato l'esame di enti e delle autorità preposte. Si prendano le valutazioni della sovrintendenza, dell'amministrazione provinciale, degli ambientalisti. Figurarsi se fosse venuto l'ok.... Tra l'altro - argomenta il primo cittadino - sono derivate disposizioni onerose tese al rispetto proprio dell'acquedotto. Basta vedere i disegni: tutto improntato a grande attenzione per l'acquedotto. A questo punto viene anche in mente la compresenza di opere storiche a Roma con i Fori Imperiali. Qui sono previsti resedi e il passaggio viario dolce».  Il comitato fa considerazioni diverse, così come le conclusioni. «La nuova arteria - dice - dovrebbe fluidificare la direttrice Cisanello-Ss1 liberando Pisa dal traffico. I benefici di questa opera però sono effimeri mentre i danni arrecati risulteranno di gran lunga più rilevanti».  L'acquedotto, secondo il comitato, rischia di vedere compromessa la sua già precaria stabilità. «Versa in uno stato di conservazione pessima. Alcune aree sono abbandonate a se stesse, numerosi archi hanno una pendenza che arriva a 12 gradi e presentano crepe molto vistose». Sotto gli archi è previsto il sottopasso della tangenziale, una decisione che il comitato definisce "scellerata". «È l'ennesima dimostrazione di scarsa attenzione con cui viene trattato il nostro patrimonio culturale. La costruzione di nuove strade non risolve il problema. È facile immaginare che la strada, che costeggia l'acquedotto, sarà utilizzata perfino da numerosi mezzi agricoli, in primo luogo trattori che, considerato il posizionamento del tracciato, potrebbero usarla per spostarsi tra i campi. Gli effetti della fluidificazione del traffico è facile immaginarlo in un quadro più generale». L'altra campana suona una musica differente: «Nell'opera di previsione della tangenziale di nord-est il sottopassaggio dell'acquedotto non intacca il monumento».

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di Redazione Pisa