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Pisa

Il rettorato replica a Rebeldìa: mai fatte promesse

Gianni Rosini
Il rettorato replica a Rebeldìa: mai fatte promesse

Scontro sulla sede ex Asnu richiesta dal Laboratorio, mentre si avvicina lo sfratto

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 PISA. Rebeldìa non molla e sferra un duro attacco nei confronti di Massimo Mario Augello, rettore dell'Università di Pisa, reo, secondo loro, di aver fatto promesse durante la campagna elettorale al rettorato che, adesso, non vuole mantenere.  Il gruppo Rebeldìa sente avvicinarsi la data del 15 gennaio senza che sia stata trovata una soluzione per la loro nuova collocazione. Quel giorno, infatti, il gruppo dovrà abbandonare l'attuale sede di via Cesare Battisti, dove inizieranno i lavori per il progetto della Sesta Porta. Se così non fosse, il Comune si vedrebbe costretto a pagare delle penali a causa dei ritardi che si verrebbero a creare nella tabella dei lavori.  Nel comunicato di Rebeldìa si fa riferimento alle parole dell'attuale rettore dell'Università di Pisa che, in periodo di elezioni, andava contro la posizione del suo predecessore, Marco Pasquali, che dichiarava inutilizzabile l'ex Asnu per il trasferimento del gruppo Rebeldìa. «Dopo le elezioni - comunica il gruppo - le posizioni di Augello sembrano decisamente cambiate, anche sulla questione ex Asnu».  Rebeldìa vede in questo cambiamento di rotta un tentativo da parte di Augello di compiacere il Comune, da sempre contrario al trasferimento del gruppo nell'edificio ex Asnu, e, allo stesso tempo, prendere tempo per non andare immediatamente contro a chi lo ha votato proprio basandosi su queste sue promesse.  Ma da Palazzo alla Giornata precisano che il rettore non ha fatto esplicite richieste, ma aveva semplicemente affermato che la questione dell'ex Asnu sarebbe stata preliminarmente affrontata insieme a tutti i responsabili per verificare se fosse stata una strada praticabile o meno.  E proprio in relazione al duro attacco del Laboratorio Rebeldìa, una nota che arriva dal rettorato afferma che «le posizioni e i percorsi dell'ateneo pisano risultano dai verbali degli incontri e delle riunioni che sono state tenute in queste settimane sull'argomento soprattutto quelle in sede cut (conferenza università territorio)».  L'università, da quando è entrato in carica il nuovo rettore, sta procedendo ad una verifica dei propri spazi e, soprattutto, ad una ricognizione di tutti gli edifici che occupa e su cui paga affitti ritenuti alti. L'intenzione (nell'ottica di un risparmio a causa degli ingenti tagli del governo sul fondo di finanziamento ordinario) sarebbe di abbandonare questi edifici e relativi affitti. Ma allo stesso tempo, ed è qui la difficoltà dell'operazione, vanno trovati quegli spazi in cui trasferire le attività. Un lavoro lungo che richiede tempo e che, di fatto, blocca un'eventuale soluzione ex Asnu. Inoltre, anche volendo cedere quest'ultimo edificio, esistono leggi e regole per cui servirebbero mesi per il passaggio di consegne.

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