Il Tirreno

Pisa

Il pharming, la "nuova frontiera"

Gianni Rosini
Truffe via Internet, ora è il pharming il nemico più insidioso
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Truffe via Internet, ora è il pharming il nemico più insidioso

I consigli della Polizia postale per difendersi

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 PISA. Si chiama "pharming" l'ultima frontiera delle truffe sul web, una tecnica di raggiro sempre più difficile da individuare.  Il pharming limita le possibilità di difesa da parte dell'utente Internet in quanto non si basa più sulla sua ingenuità nell'"abboccare" a e-mail trappola per reindirizzale la vittima su una pagina web clone di quella che si vuole visitare.  Nel caso del phishing si riceve, ad esempio, una mail da quella che l'utente crede sia la sua banca per la conferma dei dati web. La mail ci invita ad accedere ad un link che, invece, è quello del sito clone.  Il pharmer utilizza invece un metodo ancora più subdolo. Ogni indirizzo web che noi digitiamo corrisponde ad un numero Ip di dodici cifre che lo distingue dagli altri siti. Con il pharming si fa in modo che all'indirizzo in lettere del sito in questione non corrisponda più il suo vero numero Ip, ma quello dei siti clone ai quali la vittima sarà indirizzata. Questo può essere ottenuto sia attaccando con un virus un server che gestisce le direzioni Dns (gli indirizzi e i numeri Ip), oppure infettando i computer delle vittime con dei virus che sostituiscano, all'interno della cartella "host", i numeri Ip corrispondenti ai vari siti con quelli dei cloni.  «In questa maniera - spiega Bruno Gaspari della polizia postale - le possibilità che l'utente si possa accorgere del tranello sono veramente basse. Fortunatamente sono ancora in pochi gli hacker capaci di mettere in piedi questo tipo di truffa».  Per cercare di limitare il più possibile inconvenienti di questo tipo, è necessario disporre di un anti-virus aggiornato, di un buon anti-spyware e controllare sempre la stringa nella parte in basso del browser che indica il vero indirizzo al quale ci stiamo collegando. Un banale accorgimento, quando si entra in siti di banche o delle poste, potrebbe essere quello di digitare inizialmente la password o l'Id errato. Se il sito li accetta comunque vuol dire che si tratta di un clone.  Per ovviare a questo tipo di problema, le banche stanno fornendo ai clienti delle chiavette per l'home banking che producono algoritmi che si invalidano ogni minuto, così da impedirne l'utilizzo a fini di truffa.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

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