La manifestazione
Ai Navicelli mega-yacht per cinesi
Ordini per Codecasa che investe 20 milioni in Darsena
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La voglia di lusso, anche sotto forma di mega yacht, da parte dei nuovi ricchi cinesi. E' una delle strade che il comparto della nautica può percorrere per uscire da una crisi ormai biennale. Di sicuro, è uno dei motivi fondamentali grazie ai quali un importante gruppo che sta sbarcando nell'area dei Navicelli non ha praticamente risentito della depressione economica globale. Si tratta dello storico cantiere Codecasa di Viareggio.
E' di 20 milioni di euro l'investimento fatto in Darsena Pisana, per realizzare quattro capannoni industriali. Spazi esauriti a Viareggio, Codecasa sposterà ai Navicelli la produzione più pesante. «Prima davamo in giro le subforniture, ora abbiamo deciso di stabilire questa base a Pisa», spiega con comprensibile orgoglio Ennio Buonomo, amministratore del cantiere e marito di Fulvia Codesaca che, unitamente alla sorella Elena, affianca il padre Fulvio, presidente del gruppo fondato nel 1985 da Giovanni Battista Codecasa.
Sotto questo marchio si ritrovano tre aziende il cui fatturato è passato dai 49 milioni del 2009 ai 74 milioni del 2010, con l'incidenza dell'export sui ricavi salita dal 78 all'87%. Accanto ai clienti big nazionali (Armani, Del Vecchio, Gabbana) ecco emergere in modo prepotente i ricchi cinesi. «Nel 2010 abbiamo consegnato due yacht di 65 metri, commissionati due anni prima», dice Buonomo. Titolari due società caraibiche legate ad imprenditori di Hong Kong.
E' stata la scorsa primavera a far segnare, finalmente, un'inversione di tendenza. Le chiamate di sostanza sono giunte tutte dall'estero. Così, i 75 dipendenti diretti di Codecasa, che diventano duecento con l'indotto, non hanno mai staccato la spina.
Si conta di avviare le lavorazioni nei quattro capannoni ai Navicelli all'inizio della primavera. Si stanno completando le pratiche, quelle relative all'agibilità. «Contiamo a marzo di essere pronti, anche perchè abbiamo trovato nell'amministrazione comunale un interlocutore in sintonia».
Nessun volo pindarico sul piano industriale, nessun proclama per le possibilità occupazionali. «Non siamo abituati a comportarci così, faremo ogni mossa al tempo giusto e poi molto dipenderà dal mercato».
Ma per marzo spunta qualcosa che fa venir voglia di superare ogni ostacolo burocratico residuo. «Abbiamo già una commessa per un grande yacht da 65 metri, in acciaio. Un altro grande cliente cinese? No comment».
Buonomo parla soddisfatto di Pisa, ma non dimentica di mettere i puntini sulle "i". «Peccato che non ci sia la possibilità di mettere le barche costruite in acque, se non per scafi fino a 35 metri. Per le altre bisogna trainare tutto fino a Viareggio».
E qui tornano in ballo antichi progetti. «Si parla da tempo di scavare il canale dei Navicelli, ma non si è passati sinora ai fatti. E poi c'è il problema dell'altezza ridotta del ponte sull'autostrada. Noi facciamo investimenti, sperando che qualcosa si possa muovere».
E' di 20 milioni di euro l'investimento fatto in Darsena Pisana, per realizzare quattro capannoni industriali. Spazi esauriti a Viareggio, Codecasa sposterà ai Navicelli la produzione più pesante. «Prima davamo in giro le subforniture, ora abbiamo deciso di stabilire questa base a Pisa», spiega con comprensibile orgoglio Ennio Buonomo, amministratore del cantiere e marito di Fulvia Codesaca che, unitamente alla sorella Elena, affianca il padre Fulvio, presidente del gruppo fondato nel 1985 da Giovanni Battista Codecasa.
Sotto questo marchio si ritrovano tre aziende il cui fatturato è passato dai 49 milioni del 2009 ai 74 milioni del 2010, con l'incidenza dell'export sui ricavi salita dal 78 all'87%. Accanto ai clienti big nazionali (Armani, Del Vecchio, Gabbana) ecco emergere in modo prepotente i ricchi cinesi. «Nel 2010 abbiamo consegnato due yacht di 65 metri, commissionati due anni prima», dice Buonomo. Titolari due società caraibiche legate ad imprenditori di Hong Kong.
E' stata la scorsa primavera a far segnare, finalmente, un'inversione di tendenza. Le chiamate di sostanza sono giunte tutte dall'estero. Così, i 75 dipendenti diretti di Codecasa, che diventano duecento con l'indotto, non hanno mai staccato la spina.
Si conta di avviare le lavorazioni nei quattro capannoni ai Navicelli all'inizio della primavera. Si stanno completando le pratiche, quelle relative all'agibilità. «Contiamo a marzo di essere pronti, anche perchè abbiamo trovato nell'amministrazione comunale un interlocutore in sintonia».
Nessun volo pindarico sul piano industriale, nessun proclama per le possibilità occupazionali. «Non siamo abituati a comportarci così, faremo ogni mossa al tempo giusto e poi molto dipenderà dal mercato».
Ma per marzo spunta qualcosa che fa venir voglia di superare ogni ostacolo burocratico residuo. «Abbiamo già una commessa per un grande yacht da 65 metri, in acciaio. Un altro grande cliente cinese? No comment».
Buonomo parla soddisfatto di Pisa, ma non dimentica di mettere i puntini sulle "i". «Peccato che non ci sia la possibilità di mettere le barche costruite in acque, se non per scafi fino a 35 metri. Per le altre bisogna trainare tutto fino a Viareggio».
E qui tornano in ballo antichi progetti. «Si parla da tempo di scavare il canale dei Navicelli, ma non si è passati sinora ai fatti. E poi c'è il problema dell'altezza ridotta del ponte sull'autostrada. Noi facciamo investimenti, sperando che qualcosa si possa muovere».
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