Il Tirreno

Pisa

«Troppo anticipata la data del 6 gennaio»

Simona Botti
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Simona Botti

Massimo Valenti: tanto vale liberalizzare il regime dei vincoli

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 PISA. Nessuno ammette di aver già cominciato con i saldi, ma tutti i commercianti - o almeno quelli che vendono capi di abbigliamento ed accessori - concordano sul ritenere il 6 gennaio 2011 una data troppo in anticipo per l'inizio dei tradizionali saldi di fine stagione.  Per Francesco Dei del negozio Il Cavallo di Borgo Stretto il giorno dell'Epifania non è una data particolarmente felice per il debutto dei saldi.  «Troppo vicina al mese di dicembre - racconta Dei - che ormai da qualche anno almeno per certi articoli fa segnare dati di vendite negativi. Inoltre in questo modo per noi commercianti manca la possibilità di prepararsi opportunamente ai saldi dopo il periodo natalizio».  «Comunque - prosegue Francesco Dei - non credo che gli sconti rappresentino un capitolo fondamentale per la fortuna di un'attività commerciale. Occorre lavorare bene, fidelizzare la clientela con prodotti di alto livello e trattamenti di massima efficienza e trasparenza».  Anche alla Sisley di Borgo Stretto si criticano le disposizioni impartite dalla giunta regionale, con una punta di invidia però per chi, non rappresentando un marchio importante e riconosciuto a livello nazionale può permettersi di non rispettare in maniera ferrea le normative.  «Noi non potremmo mai esporre o vendere fondi di magazzino - spiega ad esempio Simona Botti di Sisley - senza rischiare di andare ad incidere negativamente sul nome dell'azienda».  Per Massimo Valenti, proprietario dell'omonimo negozio di abbigliamento in Borgo Stretto, sarebbe opportuno liberalizzare completamente il regime dei vincoli agli esercenti.  «In questa maniera - spiega Valenti - si eviterebbe la grande confusione che si crea al consumatore, e soprattutto non si contribuirebbe al formarsi di periodi di stop alla vendita che danneggiano molto i commercianti».  Francesco Mezzolla del negozio Eredi Vincenti di Corso Italia considera troppo vicina al periodo natalizio la data scelta per il debutto degli sconti. «In questa maniera - racconta Mezzolla - le vendite di dicembre si assottigliano. In un momento di crisi come quello che stiamo attraversando è normale che per difendersi il commerciante debba cercare di conquistare il consumatore offrendo forti sconti in anticipo sul resto dei negozi. Quindi o si liberalizza totalmente il sistema o si posticipa l'inizio dei saldi».  «Come si fanno a chimare saldi di fine stagione gli sconti che iniziano a gennaio?». A porsi la domanda è Cristina Gelli di Gigolò, per cui l'unica soluzione veramente soddisfacente sarebbe la liberalizzazione. «In questo modo ci vediamo costretti - dice - ad applicare le riduzioni a merce che è arrivata in magazzino quindici giorni fa».  C'è anche chi non si limita a pensare al tornaconto economico e pone il problema dei dipendenti, costretti sempre più spesso a lavorare durante i giorni festivi.  «Anticipare al giorno dell'Epifania l'inizio del periodo dei saldi - ci spiegano da Max Mara - vuol dire non tener conto delle esigenze sacrosante dei lavoratori, che in un giorno di festa vorrebbero magari stare vicino alle loro famiglie».  Anche qui considerano normale che in una maniera o nell'altra un commerciante cerchi di tutelarsi, ricorrendo a espedienti diversi e puntando su di un trattamento di riguardo per i clienti affezionati - che spesso vuol dire qualche giorno di anticipo sul debutto ufficiale dei saldi. G.O.

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