Sicurezza
Saldi, in molti negozi ci sono già
Gabriele Orsini
Forti sconti sui prezzi di listino senza l'indicazione sui cartellini
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PISA. Come ogni anno la conclusione delle festività natalizie segna il debutto dei saldi di fine stagione. Per circa due mesi i consumatori potranno dunque acquistare prodotti di carattere stagionale suscettibili di notevole deprezzamento - si parla di abbigliamento sostanzialmente, che deve essere necessariamente venduto entro un preciso lasso di tempo - a prezzi estremamente ridotti. La data uficiale per l'inizio dei saldi, stabilita dalla giunta regionale toscana, è stata fissata per il 6 gennaio. Facendo un giro tra i negozi e le botteghe ci si rende però subito conto che già da diversi giorni i commercianti stanno vendendo la loro merce a prezzi ribassati, e la ressa che ha coinvolto le vie del centro domenica scorsa ne è un esempio lampante. Molti esercenti, senza violare formalmente la disciplina che regola la vendita a saldo, hanno anticipato di qualche giorno la data fissata dalla legge, cominciando ad applicare forti riduzioni ai prezzi di listino. Magari senza pubblicità e riservando il trattamento particolare ai clienti più fedeli e di riguardo tramite avvisi personalizzati, telefonate, messaggi sul cellulare e posta elettronica. La legge in effetti, oltre a determinare un periodo preciso per la vendita - e dunque per la pubblicità in vetrina - della merce in regime di sconto, indica solamente quelle che sono considerate regole classiche: cartellino con indicazione del prezzo pieno, della percentuale di sconto e quindi del prezzo finale. Nessuno vieta dunque di praticare sconti notevoli in anticipo rispetto alla data indicata dalla giunta regionale. L'importante è che non sia esposto in vetrina, o in qualunque altro luogo pubblico, un avviso che faccia riferimento al termine saldi. Per qualcuno il comportamento dei commercianti che già da diversi giorni hanno cominciato a proporre merce molto scontata è criticabile, di fronte ad una norma che cerca di tutelare la concorrenza. «È del tutto evidente - spiega il direttore di Confesercenti Marco Sbrana - che siamo di fronte ad una concorrenza sleale e ad azioni che devono essere perseguite dalle autorità competenti». Per Confesercenti chi prova a fare il furbo non è giustificabile in nessuna maniera quindi, tuttavia l'organizzazione di categoria solleva qualche dubbio rispetto alla data scelta per il debutto degli sconti. «Il 6 gennaio - continua Marco Sbrana - è un termine troppo anticipato per dei saldi che devono essere di fine stagione». I commercianti potrebbero secondo Confesercenti venir messi in difficoltà in qualche caso, tenendo conto anche delle statistiche che prevedono un calo, sebbene molto contenuto, della spesa media per famiglia, che per la stagione 2011 dovrebbe aggirarsi intorno ai 400 euro. Più dura la posizione di Federconsumatori, per cui si può dire a tutti gli effetti che i saldi siano già cominciati e che il consumatore si trovi a dover fronteggiare una sorta di far west. «Già dal 26 dicembre - afferma il presidente Paolo Redini - con largo anticipo quindi rispetto alle date stabilite dalla legge, la merce viene scontata di percentuali ragguardevoli. In molti casi poi i prezzi sono rialzati ad arte in precedenza». «Anche la verifica approfondita della qualità dei prodotti - continua Paolo Redini - è fondamentale al fine di accertarsi che non si tratti di fondi di magazzino». I consumatori, comunque, aprano sempre gli occhi: non è difficile infatti riconoscere prodotti vecchi da quelli nuovi. E ci si deve soprattutto fidare nei negozianti che conosciamo bene, visto che in questo caso si può giostrare meglio la situazione.
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