Il dolore
Muore il vigile che amava il mare e la bici
C.V.
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Sergio Bracci In lutto la polizia municipale per la scomparsa di Sergio Bracci
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PISA. Occhi lucidi e volti tirati al comando di polizia municipale per la improvvisa scomparsa di un noto vigile urbano. Sergio Bracci, 57 anni compiuti appena un mese fa, padre di due figli adolescenti, è morto nel pomeriggio di domenica scorsa in ospedale dopo un malessere improvviso e fatale. I medici del Santa Chiara lo hanno sottoposto con urgenza ad un intervento chirurgico, ma ogni tentativo di strappare il vigile alla morte si è rivelato purtroppo vano. Bracci si era sentito male a casa improvvisamente nella notte precedente, fra il giorno di Capodanno e il 2. Soccorso dai familiari, era stato portato in ospedale dove gli era stata riscontrata la rottura dell'aorta in più punti. Una situazione improvvisa e drammatica. L'operazione tentata nella notte dai medici non era riuscita a frenare una terribie emorragia e nelle prime ore del pomeriggio di domenica Bracci ha cessato di vivere. La notizia ha fatto subito il giro del comando e della città: il vigile infatti, in servizio da più di vent'anni, era conosciutissimo. Aveva iniziato nel 1988, dapprima nel reparto motociclisti, dove aveva lavorato a lungo; da qualche anno era passato al distaccamento del litorale, ad affiancare, come assistente scelto, il comandante Alessandro Novi. Lascia la moglie, Ines, e due figli adolescenti, Raffaele e David, di 17 e 16 anni, tutti e due studenti dell'Istituto statale d'arte Russoli. Lascia anche i genitori, che vivono ancora a San Giusto, il quartiere da cui proveniva Sergio. Aveva tre grandi passioni - ricordano i colleghi - la bicicletta, il mare e la pesca. Per questo la destinazione al comando del litorale, una volta cessata l'età per la moto, era stata accolta con gioia e con l'entusiasmo che metteva sempre nel suo lavoro. Professionale, pacato, dotato di grande sensibilità ed umanità, sapeva stare a contatto con il pubblico e rapportarsi alla gente. «L'ultima volta - ricorda Novi - lo avevo sentito il 30, per la fine dell'anno. Io ero in ferie ed avevo lasciato il distaccamento a lui, persona amabile, affidabile e competente. Stai tranquillo, mi aveva detto, è tutto a posto». «Una persona gentile e sempre disponibile, un vigile attento e premuroso con la gente - ricorda commosso e turbato il comandante della polizia municipale, Massimo Bortoluzzi - e non sono parole di circostanza, ma sono sentimenti sinceri e sentiti nei confronti di un amico che se lo merita». La salma dello sfortunato vigile urbano è stato composta nella cappella dell'ospedale Santa Chiara, dove è stata allestita la camera ardente, attiva fino a questa mattina prima del tarsferimento in chiesa. I funerali, per dare l'ultimo saluto all'assistente scelto Bracci, verranno celebrati stamani alle 11 nella chiesa di Avane, paese in cui il vigile viveva con la sua famiglia.
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