Il Tirreno

Pisa

In mille a Campo per l'estremo saluto a don Mirio Coli

Pierluigi Ara
In mille a Campo per l'estremo saluto a don Mirio Coli

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 CAMPO. Partecipato addio a don Mirio Coli. Il parroco di Campo, popolarissimo tra la gente, ha ricevuto ieri l'ultimo saluto dalla grande folla che ha riempito la chiesa parrocchiale dei Santi Giusto e Bartolomeo trovando posto all'esterno, non senza difficoltà, nella piazza adiacente. Almeno 1000 le persone accorse per accompagnare il sacerdote all'estrema dimora.  Monsignor Giovanni Paolo Benotto, arcivescovo di Pisa, affiancato dall'arcivescovo emerito monsignor Vasco Bertelli, con accanto mons. Enzo Lucchesini, mons. Mirello Paoletti e mons. Giuliano Catarsi, ha presieduto la concelebrazione che ha visto accomunati oltre 20 sacerdoti. Una cerimonia toccante, animata dalle letture, dai canti, dalle chitarre, in una atmosfera di profonda commozione.  Tra lacrime e applausi il feretro, sommerso da un mare di fiori, con l'organizzazione curata da Nicola Tozzini. Le istituzioni rappresentate dal sindaco di San Giuliano Paolo Panattoni, accompgnato dal vice Juri Sbrana, e da Bruno Possenti, sindaco di Calci. Giovani e anziani si sono stretti accanto a Luigi, nipote di don Mirio, e agli altri parenti.  Una corale manifestazione di affetto e riconoscenza verso quel prete anticonformista e talvolta scomodo perché privilegiava semplicità e umiltà contro le pastoie burocratiche e i vuoti formalismi. Una persona schietta, capace di abbattere steccati per favorire l'uguaglianza sociale, la dignità di ogni cittadino. C'è stata la testimonianza anche della presidente del locale circolo Arci la quale ha esaltato la collaborazione per i fini nobili del paese.  Alle esequie tutti, a cominciare dal presule, hanno rievocato lo spirito di solidarietà di don Mirio, il quale per 80 anni ha camminato sulla via del Vangelo dando il buon esempio personale. Campo gli deve molto anche per le opere realizzate, si pensi per esempio ai campi di tennis e le aree ricreative dove hanno trovato accoglienza bambini, giovani e anziani.  «Qui e non solo - ha rimarcato all'omelia l'arcivescovo Benotto - don Mirio ha promosso forme di incontro con il valore superiore dell'amicizia». Lo sorreggeva costantemente uno spirito dinamico che lo rendeva operativo e pragmatico. Nel tempo aveva messo su uno dei primi presepi meccanizzati, polo d'attrazione per masse di visitatori.  Sportivo di razza, il calcio era la sua grande passione, si era battuto per dare vita a uno dei primi club del Pisa Sporting, ai tempi di Romeo Anconetani. Quando ricorreva la festa della Madonna del Carmine, patrona di Campo, a luglio, don Mirio per un'intera settimana riusciva a far rimandare le ferie ai parrocchiani.

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