Il Tirreno

Pisa

Alves aveva le chiavi dell'ufficio

Giovanni Parlato
Gregorio Bolettieri e sopra la pousada
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Gregorio Bolettieri e sopra la pousada

Contro l'assassino di Bolettieri altri indizi che portano alla rapina

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 PISA. Si arricchisce di maggiori particolari l'omicidio di Gregorio Bolettieri a Salvador de Bahia, in Brasile.  Sono in corso le indagini della polizia per cercare di capire cosa è accaduto la mattina del 29 dicembre nell'ufficio all'ultimo piano della pousada di proprietà dell'imprenditore pisano. L'assassino Luciano Bonfim Alves, 31 anni, aveva raccontato di avere reagito per legittima difesa poiché Bolettieri, 65 anni, dopo richieste sessuali lo avrebbe minacciato con un coltello. Ma il movente della confessione dell'operaio brasiliano, fin dal primo momento, non ha convinto Nilton Tormes, comandante del 14 distretto di Salvador de Bahia. Tanto che la polizia sta seguendo anche la pista della rapina.  Il cadavere di Bolettieri era stato scoperto da un ospite della pensione il quale aveva chiamato la polizia. I clienti della pousada, compreso l'assassino, erano stati interrogati. Ed un cliente della pensione aveva raccontato di avere visto Luciano Bonfim Alves uscire dall'ufficio dell'imprenditore. Così, l'operaio è stato messo alle strette.  Da indiscrezioni, l'uomo sarebbe stato trovato con diversi soldi brasiliani in tasca ed in tasca conservava ancora le chiavi dell'ufficio di Bolettieri. Questi indizi hanno portato a ipotizzare l'omicidio per rapina.  Un'ipotesi, al momento, avvalorata dal fatto che l'operaio non fosse salito all'ufficio di Bolettieri per farsi pagare (come appariva in un primo momento) in quanto era stato già pagato. Infatti, il contratto per l'esecuzione di alcuni lavori di manutenzione della pensione, Gregorio Bolettieri lo aveva stipulato con una ditta la quale aveva inviato Alves. Pertanto, l'imprenditore pisano aveva pagato direttamente alla ditta. Inoltre, l'assassino avrebbe impietosito Bolettieri raccontandogli di avere un figlio piccolo malato ricoverato in ospedale (storia che risulta vera). Bolettieri, di fronte al racconto, non avrebbe esitato ad aiutare di tasca propria Luciano Bonfim Alves.  L'operaio, durante i giorni di lavoro, deve avere compreso la disponibilità economica dell'imprenditore pisano e l'ipotesi a cui sta lavorando la Policia Civil è che l'uomo sia salito in ufficio per rapinare Bolettieri. Nell'ufficio all'ultimo piano della pousada non ci sarebbe una cassaforte, ma sicuramente - probabilmente in un cassetto - l'imprenditore conservava delle banconote. Soldi derivanti dal pagamento delle camere.  Sul caso, si prospetta una battaglia legale fra l'avvocato dell'assassino che cerca di accreditare la tesi dell'omicidio per reazione alle avances e minacce di Bolettieri e il legale della famiglia della vittima che persegue la pista della rapina.  A Salvador de Bahia, l'imprenditore viveva da dieci anni con l'anziana mamma. Per queste vacanze natalizie, due sorelle di Bolettieri avevano deciso di andare in Brasile per trascorrere le feste in famiglia quando il 29 è avvenuto il tragico evento. A Salvador de Bahia, in questi giorni è arrivata anche una nipote di Bolettieri e la famiglia ancora non sa quando le autorità brasiliane potranno restituirgli la salma del loro caro.  

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