Proteste
Ucciso da un malore prima della messa
Pierluigi Ara
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Don Mirio Coli parroco a Campo insieme alla madre Virginia morta a 105 anniAddio a don Coli, parroco di Campo e autore di brani in vernacolo
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CAMPO. La comunità di Campo e il clero piangono don Mirio Coli, 80 anni. Da quasi mezzo secolo parroco della chiesa dei santi Giusto e Bartolomeo, don Mirio è morto ieri poco prima di celebrare la messa delle 8. Un malore improvviso gli è stato fatale, con molta probabilità un infarto. Il sacerdote si stava preparando a raggiungere l'altare quando si è accasciato a terrra. Tutto si è svolto nell'arco di un paio di minuti, mentre i fedeli avevano già preso posto nelle panche in attesa dell'inizio del rito religioso. Sono stati attivati subito i soccorsi attraverso il 118. È accorsa un'ambulanza con medico a bordo, ma non c'è stata niente da fare. È arrivato l'arcivescovo, monsignor Giovanni Paolo Benotto, il quale ha officiato la messa delle 11.30. In chiesa è stata allestita la camera ardente ed è iniziato l'omaggio alla salma. Un pellegrinaggio continuo che è proseguito per l'intera giornata e continuerà anche stamani. Oggi pomeriggio alle 15.30 i funerali. Palpabile il dolore, in particolare tra i cittadini della Valle Graziosa, terra d'origine di don Mirio. All'ombra della Verruca e del Monte Serra aveva avuto i natali anche Virginia, la madre di don Mirio, donna di grandi valori umani, già boscaiola e venditrice d'olio; ha toccato la bella età di 105 anni, lucida e arguta, tifosissima della Juventus. La signora Virginia era solita dire: «Come farà il mio don Mirio quando non ci sarò più io a preparare ciò che a lui serve ogni giorno?». Una madre affettuosa e spartana nell'educazione impartita ai due figli gemelli, don Mirio e Mauro, quest'ultimo morto di recente. Don Mirio, dopo essere stato pro rettore al seminario Santa Caterina, aveva svolto l'intenso apostolato a Campo dove era un'istituzione. Era stato tra l'altro docente di religione in vari istituti superiori. Spesso controcorrente, godeva di grande stima tra la gente. «Quando aveva cominciato si era trovato a operare in un ambiente difficile - commenta monsignor Antonio Cecconi -. Pian piano aveva conquistato tutti con la sua azione quotidiana, umile e semplice. In particolare aveva seminato simpatia e raccolto consensi tra i giovani». L'attrice Angela Nugara dice: «Avevo trovato in don Mirio un'apertura mentale che non avevo incontrato altrove. Colpivano le sue grandi doti di umanità e intelligenza. Ero pronta a fargli battezzare le mie bisnipotine. In questo momento sono molto triste». Di don Mirio i nostri lettori, per tanto tempo, avevano potuto apprezzare le qualità come autore di componimenti in vernacolo pisano. La sua rubrica sul "Tirreno" era seguitissima. Negli ultimi tempi a don Mirio era stato vicino il nipote Luigi, titolare del distributore di benzina alla Gabella.
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