Il Tirreno

Pisa

LE REAZIONI

Sconcerto e incredulità tra i tanti amici pisani

Gianni Rosini
La casa di San Frediano
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La casa di San Frediano

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 PISA. Sconcerto e incredulità. Sono questi i sentimenti provati da chi conosceva l'imprenditore Gregorio Bolettieri dopo la notizia del suo omicidio. Gli amici, i colleghi e i conoscenti lo ricordano come un personaggio esuberante e con un grande fiuto per gli affari. La notizia dell'omicidio di Bolettieri è stata un fulmine a ciel sereno che ha spiazzato coloro che lo conoscevano, diversi dei quali anche a San Frediano dove Bolettieri aveva comprato un immobile e lo aveva trasformato in appartamenti poi venduti.  Non convincono le voci, nate dalle dichiarazioni dell'omicida, Luciano Bonfim Alves, il quale ha affermato di essere stato minacciato dall'imprenditore pisano con un coltello in seguito ad un suo rifiuto di presunte richieste sessuali. Una ricostruzione dei fatti, secondo gli amici, non veritiera, poiché Gregorio era un personaggio scaltro, con un grande fiuto là dove c'era da fare soldi, ma non aveva mai avuto un'indole violenta. Chi lo conosceva è sicuro che le ipotesi successive, quelle che prendono in considerazione il tentativo di rapina come movente dell'omicidio, siano quelle che più si avvicinano alla verità. Bolettieri, dicono gli amici, non avrebbe mai puntato un'arma contro un'altra persona, non avrebbe mai cercato di estorcere favori sessuali con la forza. Gregorio era un uomo che aveva trovato a Salvador de Bahia una sua dimensione, era amato dalle persone del posto e dava lavoro a tanti.

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