Il dolore
La polizia: Bolettieri ucciso per soldi
Giovanni Parlato
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Da sinistra: Gregorio Bolettieri lassassino Luciano Bonfim Alves e una veduta di Salvador de Bahia Un tentativo di rapina è la pista più accreditata dagli investigatori
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PISA. L'imprenditore pisano Gregorio Bolettieri, 65 anni, sarebbe stato ucciso a bastonate per motivi economici. Da indiscrezioni raccolte dalla polizia di Salvador de Bahia, in Brasile, l'assassino non avrebbe ucciso ribellandosi a presunte richieste sessuali, ma in un tentativo di rapina. Ha aggredito Bolettieri per mettere le mani sui soldi che erano in cassaforte. L'assassino Luciano Bonfim Alves, 31 anni, è stato nuovamente interrogato dalla Policia Civil. E la ricostruzione dell'omicidio sarebbe completamente diversa dalla confessione avvenuta nella stessa giornata di martedì scorso. Luciano Bonfim Alves aveva raccontato che Gregorio Bolettieri lo aveva addirittura minacciato con un coltello per costringerlo alle sue richieste. Ma la versione che emerge a quattro giorni dall'omicidio, sarebbe un'altra. Luciano Bonfim Alves da tre settimane lavorava alla pousada dell'imprenditore pisano, una bellissima villa in rua Joao Ponde a due passi dal mare, una villa da cui erano state ricavate una trentina di camere che venivano affittate. Bolettieri si era ricavato un ufficio all'ultimo piano. Luciano Bonfim Alves era stato assunto per manutenzioni di cui l'edificio aveva bisogno. Ma dopo diversi giorni di lavoro ancora non era stato pagato. Quindi, era salito all'ufficio di Bolettieri per chiedere quanto gli spettava: avrebbe dovuto ricevere 300 reais, che equivalgono a 136 euro, per un lavoro di impermeabilizzazione più altri 1.200 reais per lavori di manutenzione (1 euro equivale a 2,21 real). Bolettieri era seduto alla sua scrivania e di fronte c'era l'operaio. L'imprenditore pisano si è voltato dando le spalle e ha aperto la cassaforte piena zeppa di soldi (sembra che ci fossero dentro 10mila reais). Proprio la vista di questi soldi all'interno della cassaforte, avrebbe spinto Luciano Bonfim Alves ad impugnare un bastone lì a portata di mano e scagliarsi contro Gregorio Bolettieri fino al punto di massacrarlo. La prima versione sarebbe stata raccontata dall'omicida per cercare di attenuare la propria posizione in sede processuale. Una versione che non aveva convinto la polizia, ma neanche chi conosceva Gregorio Bolettieri. «L'ho conosciuto bene - dice un amico pisano - e non l'ho mai visto neanche con un coltellino in tasca. Gregorio non era assolutamente aggressivo e sempre discreto». Gli agenti del 14º distretto di polizia, comandato da Nilton Tormes, sono potuti arrivare a identificare l'assassino grazie ad un ospite della pousada che aveva visto Alves uscire dall'ufficio della vittima. Ora sarà compito dell'avvocato dell'omicida cercare, comunque, di accreditare la prima versione per attenuare la posizione del cliente, ma sarà soprattutto compito del giudice capire cosa è realmente accaduto. Bolettieri aveva l'ufficio all'ultimo piano del suo albergo, ma viveva all'ultimo piano di uno splendido edificio circolare al centro di Salvador de Bahia in Avenida Princesa Izabel, la strada che incrocia la rua Joao Ponde, a soli centro metri dalla pousada. Bolettieri viveva insieme alla madre e sull'Avenida aveva due piani di sua proprietà. L'imprenditore pisano, in questi giorni di vacanze, era stato raggiunto in Brasile da due sorelle. Un incontro per festeggiare insieme Natale e Capodanno con la mamma. Purtroppo, sulla vicenda è calato un tragico epilogo. Ad amici pisani, Gregorio Bolettieri aveva detto che quando sarebbe morto avrebbe voluto essere cremato. È probabile che la salma dell'imprenditore pisano venga, appunto, cremata in Brasile e che poi le ceneri siano inviate in Italia.
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