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Pisa

Al lavoro in bici «Neppure la neve mi ha fermato»

Al lavoro in bici «Neppure la neve mi ha fermato»

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PISA. Quindici chilometri la mattina per andare al lavoro, altri quindici la sera, per tornare a casa. Rigorosamente in bicicletta, anche se piove o nevica. Franco Carbognani, ingegnere elettronico, vive a Calci e lavora all'esperimento Virgo, la grande antenna gravitazionale nelle campagne tra Cascina e Collesalvetti. Ha 46 anni. E una convinzione: che le macchine, oltre ad inquinare, siano un inutile spreco di denaro. E così la decisione di avere una sola vettura in famiglia (a metano) che sua moglie usa per accompagnare il figlio di 11 anni a scuola.  Lui invece si è comprato una supertecnologica bici orizzontale e una cappotta leggera con coperture laterali di plastica trasparente da montare con facilità quando piove. «Così non prendo neanche una goccia», spiega. L'ha usata anche due settimane fa, quando decine di auto erano ferme in strada, bloccate dalla neve. «Io con la mia bicicletta ho lasciato tutti indietro e, con le precauzioni del caso, sono tornato a casa molte ore prima di quegli automobilisti», racconta.  Trenta chilometri ogni giorno. Ma chi glielo fa fare? «La mia non è solo una motivazione ecologica - spiega Franco - Pedalare mi fa sentire in salute. Quel tratto di strada in bicicletta mi serve anche come momento di stacco tra le ore di lavoro e l'altra parte della giornata. E poi c'è una significativa riduzione delle spese, se si pensa al costo di un'auto in termini di bollo, assicurazione, manutenzione e combustibile. La mia bici costa più di quelle comuni, ma con quello che ho risparmiato me la sono già ripagata cento volte».  Franco per tre anni ha lavorato a Monaco di Baviera. E in Germania torna spesso per fare vacanze pedalando. «L'estate scorsa ho fatto un bellissimo giro nella Foresta Nera - racconta -. La Germania, come l'Olanda, è un paradiso per le biciclette. Si possono fare centinaia di chilometri senza mai intersecarsi con la viabilità delle auto. Ogni piccolo villaggio della Baviera è connesso con gli altri da piste ciclabili. Lì la viabilità per i ciclisti è pensata a livello federale. Qui invece sono stati fatti tanti piccoli tratti estemporanei, ma sembra che manchi una visione globale dei percorsi». A.F.

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