La manifestazione
Intossicati dal litio, tutti dimessi
Daniela Salvestroni
◗
Lintervento dei vigili Il direttore del Dipartimento: l'incidente per un eccesso di precauzione
3 MINUTI DI LETTURA
PISA. L'incidente è chiuso e il dipartimento di ingegneria meccanica, nucleare e della produzione è tornato alla normalità. Chi aveva respirato il gas emesso dalla reazione chimica del litio a contatto con l'acqua sta bene e non ci sono danni alle strutture. Tutte le persone trasportate al pronto soccorso martedì sono state infatti dimesse la sera stessa: per otto di loro i medici hanno riscontrato solo problemi respiratori e dopo la terapia con l'aerosol sono tornati a casa. Soltanto il tecnico di laboratorio ha riportato ustioni di primo grado a una mano e al volto ed è stato medicato al centro ustioni. La prognosi è di 7 giorni, ma trattandosi di ustioni leggere è stato dimesso. «Tutto è tornato alla normalità - assicura il preside della facoltà di ingegneria Pierangelo Terreni. - Le persone coinvolte, portate per precauzione al pronto soccorso, sono state subito dimesse e le strutture non hanno subito danni. Ho passato tutto il pomeriggio di martedì sul posto per capire che cosa fosse successo e posso dire che si è trattato di un incidente. tecnico. Finisce tutto qui, senza ulteriori inchieste da parte nostra». La causa dell'incidente è stata «un eccesso di precauzione» da parte del tecnico di laboratorio, Aldo Del Gratta. Un evento che il direttore del dipartimento Donato Aquaro definisce ridicolo, quasi da barzelletta, ma che ha comportato un grande dispiegamento di forze. «E' in corso il trasloco di un laboratorio in una struttura adiacente - spiega il professor Aquaro - e in questo periodo di attività ridotta stiamo svolgendo le opere di pulizia degli armadi dove sono collocate le sostanze utilizzate negli anni. Tra queste c'era il barattolo con la bustina di carta contenente litio idrato puro all'84%: proveniva dall'estero ed era stato usato da un professore che è andato in pensione 15 anni fa. Il tecnico, che ha un'esperienza quarantennale, ha verificato che si trattava di un elemento non radioattivo e doveva portarlo nel nuovo laboratorio per l'inventario. Passando davanti al bagno ha deciso di entrare. Per non lasciare incustodita la sostanza, ha messo la bustina sul ripiano del bagno, ma è andata a finire nel wc e quindi a contatto con l'acqua. La reazione chimica ha prodotto una piccola fiammata e l'emissione di gas: in un ambiente aperto non avrebbe comportato niente, ma nel bagno, con la porta semichiusa, ha prodotto una nube biancastra che si è incrementata ed è poi uscita raggiungendo i piani superiori. Si è trattato di un caso ridicolo, ma che ha comportato un dispiegamento di forze fuori luogo. Il bagno è stato posto sotto sequestro dai carabinieri, ma non ci sono danni: solo pareti annerite e accessori bruciacchiati. E' stato più grande il clamore delle conseguenze effettive. Tutto per un eccesso di sicurezza».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
