Sicurezza
Gandini: i pisani vogliono un ritocco soft
M.B.
Parla il chirurgo plastico: all'estero si spende meno ma si rischia molto
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PISA. Per la chirurgia estetica non c'è crisi economica che tenga. «La richiesta di interventi è addirittura aumentata», ci dice il dottor Daniele Gandini (nella foto), ex dipendente dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana e che oggi opera presso la clinica di San Rossore, intervallando la sua attività con missioni umanitarie. «A proposito delle missioni - dice Gandini -, è una gioia restituire la vita a tanti bambini, in varie parti del mondo, perché risolvere un loro problema estetico come, per esempio, quello del labbro leporino, diventa addirittura una questione di sopravvivenza». Nonostante i costi i pazienti non mancano e sono dei ceti sociali e delle scolarità più varie. Uomini, giovani, donne, la chirurgia estetica ha contagiato tutti. «Ma i pisani vogliono un ritocco soft - ha confidato Gandini - e mi chiedono esplicitamente di non eccedere, non vogliono più di una terza di seno, a esempio, salvo poi dire dopo l'operazione che forse avrebbero potuto osare di più. E poi sono informatissimi, conoscono le procedure ed i tempi degli interventi». C'è chi, per risparmiare, ricorre a cliniche marocchine, tunisine, tailandesi e dell'est Europa. Qui con 2500 euro si può essere sottoposti a mastoplastica additiva, con 3500 a lifting. Ma attenzione: spesso c'è il rovescio della medaglia. «Ho dovuto asportare le protesi al seno ad una ragazza che aveva comprato uno di questi pacchetti estetici e - dice Gandini - sul mio tavolo sono passati pazienti con protesi di qualità scadente, che fuoriuscivano, o con evidenti errori tecnici del medico, per non parlare delle infezioni, dovute al mancato rispetto delle norme igieniche».
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