Il Tirreno

Pisa

Scoppio a Ingegneria, dodici intossicati

Candida Virgone
I primi intossicati vengono soccorsi dai vigili del fuoco e dai volontari della Misericordia sotto la palazzina in cui è avvenuta la deflagrazione, nel cortile della facoltà di Ingegneria. L’ambulanza porta via una impiegata colpita dalle esalazioni del gas urticante
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I primi intossicati vengono soccorsi dai vigili del fuoco e dai volontari della Misericordia sotto la palazzina in cui è avvenuta la deflagrazione, nel cortile della facoltà di Ingegneria. L’ambulanza porta via una impiegata colpita dalle esalazioni del gas urticante

Tecnico si ustiona: va in bagno con un flacone di litio che cade in acqua ed esplode

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 PISA. Attimi di vera paura ieri pomeriggio alla facoltà di Ingegneria, in via Diotisalvi, per l'esplosione di un flacone contenente litio, venuto a contatto con acqua. Dodici le persone soccorse, dieci delle quali sono finite all'ospedale di Cisanello.  Sul caso indagano i carabinieri, coordinati dalla procura. Fortuntamente si è trattato di una piccola quantità di sostanza, che a contatto con l'acqua sviluppa idrogeno e provoca un gas urticante, allergizzante per le vie respiratorie. Una dose maggiore avrebbe potuto provocare ben altre conseguenze. E fortunatamente l'incidente è avvenuto durante le feste di fine anno, quando nella facoltà c'è poca gente.  È accaduto ieri pomeriggio alle 4 e mezza, al secondo piano del Polo C, una palazzina di quattro piani che ospita il dipartimento di ingegneria meccanica, nucleare e della produzione. Un tecnico stava lavorando in laboratorio con un barattolo contenente una piccola pasticca di litio. La sostanza era destinata ad un altro laboratorio vicino. L'uomo, 60 anni, pisano, una grande esperienza alle spalle, è andato in bagno portandosi dietro imprudentemente il flacone, che incidentalmente è finito in acqua provocando un'esplosione, per quanto contenuta, e quindi la dispersione della sostanza, tipo gas, nella toilette e poi per le scale. Il tecnico è uscito dai locali con il viso arrossato ed ha subito dato l'allarme, più preoccupato e agitato dalla situazione e dal possibile pericolo per i colleghi, che per sè. In quel momento nella palazzina c'erano con lui circa quindici persone, per lo più docenti e dottorandi. Tutti sono corsi in strada, mentre la dispersione della sostanza ha bloccato sulle scale chi si trovava ai piani superiori, sceso solo in seguito con l'aiuto dei vigili del fuoco.  È scattato quindi l'allarme e sono stati allertati i soccorsi. Sono arrivati così i vigili del fuoco, con tanto di autogru e squadra speciale per radioattività, e poi i volontari della Misericordia e il medico del 118. Il primo ad essere portato in ospedale è stato il tecnico, con ustioni di primo grado al viso e alle mani in evidente stato di agitazione: è stato ricoverato al centro ustioni. Dopo di lui altre nove persone sono finite al nuovo pronto soccorso dell'ospedale di Cisanello, fra cui un'impiegata ed una giovane asmatica, e subito dimesse. Altri due, dopo i primi soccorsi, sono andati subito a casa. Fra i docenti feriti anche il professor Sandro Paci, prorettore per l'edilizia, docente di ingegneria nucleare. Il ferito e i sospetti intossicati guariranno tutti in pochi giorni.  Sul posto sono subito arrivati il direttore del dipartimento, il professor Donato Aquaro, e il preside della facoltà, il professor Pierangelo Terreni. «L'allarme è cessato - ha detto il preside in serata - e i locali sono state aerati: l'attività potrà riprendere normalmente da domattina (stamani per chi legge, ndr)».  

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