Il dolore
Furti e rapine in villa, arrestati due nomadi
Claudio Vecoli
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Il campo nomadi di Oratoio visto dallalto Blitz al campo di Oratoio, denunciati anche cinque macedoni
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PISA. Entravano in azione di sera, prendendo di mira villette isolate dell'entroterra versiliese, lontane da occhi indiscreti. Poi, quando erano sicuri che in casa non vi fosse nessuno, forzavano porte e finestre e portavano via tutto ciò che di valore trovavano all'interno. Cassaforti comprese. Ma la redditizia attività di una banda di macedoni specializzata in furti e rapine si è interrotta all'improvviso ieri mattina all'alba quando una trentina di poliziotti hanno fatto irruzione nel campo abusivo di Oratoio Riglione e in altre improvvisate baraccopoli nella periferia di Pisa. Per due componenti del gruppo - Ismail Bajram, 24 anni, e Safet Idriz, 26 anni - è scattato l'arresto per furto e rapina. Per altri cinque - un uomo e quattro donne, tutti di origini macedoni - è invece scattata una denuncia a piede libero con accuse che vanno dal favoreggiamento alla simulazione di reato fino alla detenzione abusiva di armi. Tutto è cominciato la sera del 14 febbraio - terzo corso mascherato di Carnevale a Viareggio nonché giorno di San Valentino - quando in via Francesca a Piano di Mommio (nel territorio del Comune di Massarosa) i due giovani arrestati e un terzo complice entrarono all'interno di una villetta per mettere a segno un furto. Mentre i tre si trovavano ancora all'interno della casa, i proprietari - di rientro dal corso mascherato - sorpresero i tre al «lavoro». Ne nacque una colluttazione fra ladri e vittime, con tanto di spari in aria, ma con i malviventi che riuscirono a scappare. Nel precipitoso tentativo di fuga, però, i ladri abbandonarono l'auto (una Audi A3 regolarmente intestata ad una persona della banda) a pochi metri di distanza dalla villetta e con le chiavi inserite nel cruscotto. Due ore più tardi, a Viareggio, un cittadino marocchino fu aggredito da tre stranieri all'uscita di un bar di via della Gronda che sotto la minaccia di una pistola puntata al volto, gli portarono via una Fiat Punto. Infine, poco più tardi, la donna macedone proprietaria dell'Audi A3 denunciò ai carabinieri di Pontedera che era stata derubata della macchina. Mettendo insieme tutti i pezzi del complesso puzzle, la polizia collegò da subito i tre episodi. Cominciando ad indagare sul gruppo di macedoni. Fingendo di credere alla finta denuncia di furto dell'auto, i poliziotti restituirono la Audi A3 alla donna, ma riempendola di cimici e gps per intercettare conversazioni e movimenti della banda. E proprio grazie a questa attività di indagini, i poliziotti sono riusciti a raccogliere una serie di elementi che hanno fatto scattare gli arresti per i due giovani ritenuti gli autori materiali del doppio colpo di San Valentino e le cinque denunce a piede libero per gli altri componenti dell'organizzazione. Ieri mattina all'alba l'esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare, con una trentina di uomini che hanno dapprima accerchiato e poi perlustrato il campo di Oratoio Riglione. In contemporanea altri uomini hanno fatto irruzione nella casa di San Frediano a Settimo dove si trovava Ismail Bajram e in quattro roulotte nella zona di via Primo Maggio a Pisa (non lontano dallo stadio) dove invece si nascondeva Safet Idriz. I due arrestati si trovano adesso nel carcere di Don Bosco a Pisa a disposizione dell'autorità giudiziaria.
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