Il Tirreno

Pisa

LA PROPOSTA DEL SINDACO

Tassa di scopo: in città le critiche superano i consensi

Gianni Rosini

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 PISA.Il dibattito sulle "tasse di scopo", che negli ultimi tempi ha coinvolto alcune importanti città italiane, è arrivato anche a Pisa, dopo le riflessioni (anche sul nostro giornale) del sindaco Marco Filippeschi.  Il primo cittadino ha voluto esprimere il suo pensiero riguardo la possibilità che Firenze possa usufruire di tale tassa e specificare che la posizione di Pisa non è diversa da quella del capoluogo toscano. «La Torre pendente - ha spiegato Filippeschi - vale quanto il Colosseo o la cupola del Brunelleschi. Anche Pisa dovrà poter usufruire di questa tassa».  Sul tema si è espressa una buona parte del mondo economico pisano, con pareri a volte discordanti. Giulio Garzella, vicedirettore di Confesercenti Pisa, segue la linea tenuta anche a livello nazionale da parte della sua confederazione: «Come Confesercenti ci dichiariamo contrari, in linea di principio, alla tassa di scopo. Riteniamo, inoltre, che il sindaco, prima di diffondere notizie di questo tipo sui giornali, avrebbe dovuto cercare un dialogo e un confronto con noi, per chiarire le modalità e le formule di attuazione di questo provvedimento».  Rolando Pampaloni, direttore di Cna, e Gianfranco Francese, segretario generale della Cgil, sono d'accordo nel dire che Pisa, in quanto città turistica, ha costi molto elevati in rapporto al numero di abitanti, ma una tassa di scopo rischierebbe di influire negativamente sul flusso dei turisti. Questa, infatti, aumenterebbe il costo dei servizi.  Si dice contrario anche Luca Ciappi, presidente di Confcommercio Pisa, che spiega: «Pisa, come altre città italiane, basa una fetta importante della sua economia sul turismo. Questo provvedimento provocherebbe un calo dei visitatori e promuoverebbe ancor di più un turismo "mordi e fuggi"».  Più possibilista Fabio Banti, presidente di Confartigianato Pisa: «Può essere una buona idea, anche se non deve gravare sui cittadini, bensì sui turisti. Inoltre, credo che questa tassa debba servire a promuovere lo sviluppo della città e non a tappare eventuali buchi nel bilancio comunale».

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