Il Tirreno

Pisa

Quelle prime laureate in medicina che sfidarono tradizione e pregiudizi

Francesca Ferretti
Brunetta Scotti
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Brunetta Scotti

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 PISA. L'autrice del volume le ha definite "donne non comuni", protagoniste coraggiose di un'epoca in cui la professione di medico era riservata esclusivamente agli uomini. Sono le prime laureate in medicina dell'Università di Pisa, che tra la fine dell'Ottocento e la seconda guerra mondiale sfidarono i pregiudizi iscrivendosi a una facoltà "maschile".  Alessandra Peretti è andata a scovare le loro storie nell'archivio dell'Ateneo e le ha raccolte nel volume intitolato "Storie di donne non comuni. Le prime laureate in Medicina dell'Università di Pisa" (Edizioni Plus) che è stato presentato alla Limonaia, dove sono intervenute anche Manuela Giovannetti, preside di Agraria, e Rita Biancheri, presidentessa del Comitato pari opportunità dell'Università.  La prima donna medico di Pisa si chiama Maria Fischmann e si laurea con una tesi in ostetricia nel 1893. Viene da Odessa, ma mette radici a Pisa sposando l'igienista Alfonso Divestea e impegnandosi per l'emancipazione femminile, l'assistenza a madri e bambini e la diffusione dell'igiene pubblica e l'educazione sessuale. «La Fischmann non esercitò mai la professione, ma la sua fu una vera battaglia contro i pregiudizi del tempo - spiega Alessandra Peretti -. Con il suo atteggiamento anticonformista, affrontò temi "scabrosi" davanti agli uomini, come quando nel 1913 partecipò a una conferenza a Pisa con un intervento dal titolo "Verso la verità e la sincerità nella lotta contro le malattie contagiose sessuali", sostenendo la necessità di abolire le case di tolleranza e le visite sanitarie obbligatorie alle prostitute».  Riflettendo sul contributo che queste donne hanno dato alla scienza e al progresso, la professoressa Giovannetti ha detto: «Nessuna di loro ha potuto percorrere la carriera accademica, ma leggendo le loro tesi abbiamo trovato i segni di scienziate potenziali, donne medico con una potenzialità frustrata».  Ed è affascinante scoprire qual è stato poi il destino professionale delle prime laureate in Medicina a Pisa: escluse dall'accademia, alcune sono rientrate nei tradizionali ruoli di mogli e madri, altre hanno continuato a sfidare il loro tempo, come la sarda Adelasia Cocco, laureata nel 1913 e diventata la prima donna medico condotto in Italia, per l'esattezza in Barbagia, che veniva accompagnata nelle visite da un assessore comunale a cavallo. O la maremmana Brunetta Scotti, laureata nel 1927 e diventata prima medico condotto della Toscana.

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di Redazione web