La manifestazione
Primi yacht tra un anno e mezzo
Daniela Salvestroni
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Il professor Sammarco e il cantiere del porto Vanno avanti i lavori per costruire il porto turistico a Boccadarno
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MARINA. Il nuovo porto turistico sarà pronto per accogliere le barche prima dell'estate del 2012. La conferma arriva dalla Boccadarno Porto di Pisa spa. I lavori, iniziati nell'aprile 2010, sono illustrati dal professor Paolo Sammarco, docente di idraulica all'università romana di Tor Vergata e autore del progetto insieme al professor Alberto Noli della Modimar. «Un porto come quello di Boccadarno non ha molti eguali - dichiara Sammarco - in quanto è inserito in un contesto di grande pregio storico e ambientale. Ma prima di tutto dobbiamo ricordare che progettando e realizzando il porto abbiamo bonificato e riqualificato un'area che era fra le più degradate della costa toscana. Abbandonati da circa vent'anni e ormai fatiscenti, i ruderi della ex fabbrica deturpavano l'intera costa pisana. Aggiungo che probabilmente il parco naturale - o comunque gli enti pubblici competenti - non avrebbero mai avuto le risorse per acquisire l'intera area, che era ed è proprietà privata, per fare la bonifica che è stata fatta». Tra i problemi affrontati anche quello dell'erosione delle coste. «Per non andare a interferire in un equilibrio delicato e difficile - spiega Sammarco - ci siamo limitati a progettare il porto all'interno delle opere fisse di difesa della costa già esistenti. Le attuali scogliere di protezione lungo la costa non saranno in alcun modo modificate, ma soltanto rafforzate e migliorate ai fini della loro funzione. Non nascondo che sarebbe stato più vantaggioso ampliare il bacino di ormeggio e ricavare posti barca in più con moli e strutture aggettanti in mare, ma questo avrebbe voluto dire mutare il disegno della costa. Un rischio che, d'intesa con gli enti pubblici preposti all'approvazione del progetto e ai controlli, non abbiamo voluto correre». Inoltre è stato risolto il problema del "cuneo salino", ovvero l'infiltrazione di acqua salmastra nei terreni circostanti e il disinquinamento del bacino portuale. «L'area portuale a est e a sud ovest - spiega Sammarco - là dove confina con la terraferma, sarà delimitata da un diaframma in cemento armato che scende fino a 17 metri, ben oltre lo strato di argilla impermeabile che incontriamo dopo gli strati sabbiosi e permeabili. L'isolamento del bacino dai terreni circostanti è così garantito. Inoltre è previsto il completo recupero non solo delle acque nere e di quelle di sentina delle barche, che saranno trattate e disinquinate con fognature separate, ma anche di quelle piovane che cadono sulle banchine». Altra questione dibattuta è l'ingresso del porto orientato a sud ovest. «E' stato un tema sul quale abbiamo riflettuto a lungo - spiega Sammarco - La soluzione scelta ci è parsa la migliore, anche dopo aver studiato la frequenza e l'intensità dei venti su questo tratto di costa. L'imboccatura verso sud ovest a moli convergenti è la più agevole. Le soluzioni alternative, a ovest o a nord ovest, avrebbero finito con l'influire sul deflusso del fiume alla foce e sulla dinamica costiera modificando un equilibrio esistente. Con l'imboccatura a sud ovest invece la linea di costa esistente non cambia e il porto sarà accessibile in caso di venti da libeccio non particolarmente forti. Si potrà entrare evitando di navigare con il mare al traverso e pilotando la barca con il cosiddetto assetto al giardinetto».
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