Il dolore
LATTIVITÀ DEL CENTRO
Il 30% dei pisani è troppo in carne
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PISA. Operativo dal Duemila, il Centro contro l'obesità del dipartimento di endocrinologia vede l'ingresso ogni anno di circa mille pazienti provenienti da ogni parte d'Italia. Nei suoi dieci anni di attività ha avuto in cura diecimila persone, con un carico attuale di quattromila, perché il resto, dopo le terapie iniziali, viene seguito nei luoghi di provenienza. Sono 250 l'anno gli interventi di chirurgia bariatrica. Una patologia, quella dell'obesità, che ha un costo sociale enorme: la spesa sanitaria, secondo uno studio della Scuola Sant'Anna, in Italia è di 8.3 miliardi di euro l'anno, per i 6 milioni di obesi, esclusi i bambini, sugli attuali oltre 60 milioni di cittadini. L'età media dell'insorgenza è nella fascia 40-50 anni per gli adulti e 5-16 per i ragazzi, con punte estreme nei bambini sulla fascia 6-10. Tocca il 30% della popolazione, con vette del 50% al Sud (in particolare in Calabria e Campania). Pisa resta nella media italiana, anche per i ragazzi: nella fascia 5-16 è sovrappeso il 30% ed è obeso il 10%. Oggi è il fulcro dello Iepto, che si avvale di questa squadra, il cosidetto Comitato di indirizzo: Niccolino Ambrosino, Giovanni Battista Cassano, Paolo Miccoli e Antonio Salvetti, studiosi di fama dell'Aoup; Luigi Murri, Gian Maria Rossolini e Gianfranco Gensini, rispettivamente presidi delle facoltà di medicina delle università di Pisa, Siena e Firenze; Chiara Gherardeschi, dell'Area coordinamento sanità della Regione; infine Ferruccio Santini, direttore operativo per l'attività assistenziale, e Marco Nerattini, referente per la gestione integrata dei percorsi assistenziali, tutti e due made in Aoup. C.V.
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