Sicurezza
Così ti insegno a combattere il grasso
Candida Virgone
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Per gli esperti lobesità sta diventando una vera e propria malattia sociale All'Azienda ospedaliera creato dalla Regione l'Istituto europeo contro l'obesità
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PISA. Si chiama Iepto, istituto europeo per la prevenzione e terapia dell'obesità e dei disturbi del comportamento alimentare, ed è nato, con delibera della Regione, al Dipartimento di endocrinologia dell'Azienda ospedaliero-universitaria pisana, sul lavoro del noto Centro, operativo a Pisa fin dal Duemila, che è stato fra i primi ad articolarsi con percorsi interdisciplinari gestiti da specialisti di varie discipline. Endocrinologi insieme ad internisti, cardiologi, pneumologi, nutrizionisti, psicologi, psichiatri, chirurghi e anestesisti. A coordinare il centro e l'Istituto è il professor Aldo Pinchera, un nome che non ha bisogno di presentazioni. «L'obesità è ormai un'epidemia - spiega Pinchera - e non bastano appositi centri a risolvere un problema planetario, deve entrare in gioco l'intero sistema sanitario con interventi preventivi e terapeutici che partono dal territorio, con il medico di base, le strutture ospedaliere periferiche, punti di riferimento a carattere interdisciplinare, insieme ai mezzi di comunicazione a tutti i livelli, e all'informazione, partendo dalla famiglia e dalle scuole di ogni ordine e grado. Negli ultimi venti anni in questa materia sono stati fatti passi da gigante, ma non basta: si tratta di portare avanti la ricerca clinica sui malati e di base nei laboratori, compito precipuo dell'istituto, con studiosi (endocrinologi e biologi) che da anni si occupano di questi problemi, con pubblicazioni sulle migliori riviste internazionali e collaborazioni con centri altamente qualificati, dal laboratorio di Friedman al Rockfeller Institute di New York, fino alla Normale e al Centro di neuroscienze del Cnr». L'Istituto si pone insomma come fulcro coordinatore di una rete di centri articolati nel territorio, per consentire al sistema regionale di dispegare al meglio, anche in un'area di interesse internazionale, le sue potenzialità scientifiche, cliniche e di casistica. Con quali armi? «Prevenzione sullo stile di vita - spiega Pinchera - assistenza, aggiornamento dei protocolli diagnostici e terapeutici, sorveglianza epidemiologica, ricerca di base, clinica e farmacologica, con particolare riferimento al rapporto farmaci e obesità, formazione degli operatori, con le attività didattiche dell'università e del sistena sanitario. L'assistenza si realizza attraverso il Centro dell'Aoup, la formazione e la ricerca nel sistema interdisciplinare collegato all'assistenza. La prevenzione e l'informazione con il coinvolgimento del territorio». «Scomparsi gli oratori - prosegue lo studioso - ci vogliono punti di aggregazione, scelte urbanistiche mirate, nella scuola, nello sport, che favoriscano corretti stili di vita e attività motorie: tutto si riassume nel progetto, elaborato con il sindaco Filippeschi, che si chiama "Pisa: la città che cammina"». Il progetto Iepto avrà una prima fase sperimentale di due anni (2010 e 2011) al termine della quale sarà presentata alla Regione una relazione sull'attività. I finanziamenti? Trecentomila euro in due anni, anche se la prima tranche non è ancora arrivata.
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