Il Tirreno

Pisa

Con il federalismo fiscale 16 milioni in più

Più fondi al Comune che dai trasferimenti statali

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 PISA. Se entrasse subito in vigore il primo pezzo del federalismo fiscale, quello sostanzialmente relativo alle imposte sugli immobili, il comune di Pisa si ritroverebbe in cassa quasi 16 milioni di euro in più rispetto agli attuali trasferimenti statali.  In tempo di tagli selvaggi preannunciati dal governo nazionale, i risultati di una ricerca svolta dal sen. Marco Stradiotto (Pd) hanno aspetti che sorprendono. Pisa, numeri del senatore alla mano, sarebbe decisamente tra i 52 contenti; anzi, sarebbe la settima su scala nazionale ad avere i maggiori vantaggi e addirittura la terza considerando il gettito pro capite.  Il decreto legislativo 292, quello appunto del federalismo fiscale, prevede che a partire dal 2011 i tradizionali trasferimenti ai Comuni non arriveranno più dai consueti capitoli di spesa del ministero dell'Interno, ma da un fondo denominato "sperimentale di riequilibrio" (che dovrebbe durare massimo 5 anni) alimentato dal gettito dell'imposta di registro, di bollo, dall'imposta ipotecaria e catastale, dai tributi catastali speciali, dall'Irpef relativa ai redditi fondiari e dalla cedolare secca sugli affitti.  Ecco perchè sono gli immobili a fare la differenza. Pisa, sommando queste voci, metterebbe insieme 15 milioni e 757mila euro in più rispetto ai trasferimenti 2010. Il gettito per abitante supererebbe di 180 euro il trasferimento attuale pro capite (535 contro 355). «Dobbiamo dire - commenta l'assessore comunale al bilancio Giovanni Viale - che stiamo parlando di un'ipotesi, in discussione in commissione bicamerale. Se il criterio è questo, è logico che una città come Pisa possa essere avvantaggiata rispetto ad altre, dato che, per la sua vocazione turistica e universitaria, ha un patrimonio immobiliare pro capite mediamente più elevato».  «Però - aggiunge - non enfatizzerei troppo questa graduatoria, che ha un carattere parziale non tenendo conto delle risorse per il fondo destinato a ridurre gli squilibri tra territori».  In generale, conclude Viale, «resto dell'idea che il federalismo fiscale migliore rimanga quello fondato su una compartecipazione dei Comuni al gettito derivante dall'Iva proporzionale agli scambi commerciali e alle transazioni in ciascun territorio: solo così sarebbe possibile assicurare agli enti locali un gettito che sia il più vicino possibile all'utilizzo effettivo del territorio e non riferito alla popolazione residente, criterio che certo non avvantaggia una città come Pisa».

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di Redazione web