Il Tirreno

Pisa

Il manifatturiero soffre ancora

Operaio al lavoro in un’azienda
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Operaio al lavoro in un’azienda

Addetti in calo del 4,2%, ore di cassa integrazione sopra il milione

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 PISA. L'economia pisana soffre. Lo dice l'indagine trimestrale sulla congiuntura manifatturiera, promossa dal sistema delle Camere di commercio ed effettuata su un campione di circa 1.600 unità locali toscane con almeno 10 addetti, di cui oltre 200 in provincia di Pisa.  Infatti, il terzo trimestre dell'anno registra una flessione tendenziale della produzione manifatturiera dello 0,8%, contro un +3,5% regionale e un +6,8% nazionale. Anche il fatturato, dopo soli due trimestri di crescita, torna negativo: -1,6% la variazione tendenziale.  Occupazione. «Da un contesto così difficile - sottolinea la Camera di commercio pisana - la forza lavoro non può uscire indenne».  Gli addetti del settore manifatturiero diminuiscono di 4,2 punti percentuali, contro un dato medio regionale di -2,2%, e le ore di cassa integrazione tornano a superare il milione. Dati migliori rispetto al terzo trimestre 2009, con una riduzione del 5,4%, tuttavia preoccupanti: colpisce soprattutto il "travaso" dalla cassa integrazione ordinaria a quella straordinaria o in deroga, segno evidente di problemi di carattere strutturale.  Grandi imprese. Ad influenzare negativamente la performance generale del settore manifatturiero pisano sono soprattutto le difficoltà incontrate dalle grandi imprese con oltre 249 addetti (-6,6% della produzione e -8,2% del fatturato), che registrano un valore positivo solamente nella domanda estera (+6,4% gli ordinativi).  Medie imprese. Al contrario, la media impresa (da 50 a 249 addetti) mette a segno una crescita del 4,5% in termini di produzione e dell'1,4% per il fatturato. Positiva, per questa tipologia, la crescita registrata dalla domanda interna (+1,6%) ma, soprattutto, da quella estera (+8,0%).  Piccole imprese. Torna in positivo anche la dinamica della produzione delle piccole imprese (da 10 a 49 addetti), con un miglioramento degli ordini esteri (+3,0%) rispetto quelli interni (+0,2%), ma l'andamento del fatturato (+0,6%) non riesce a recuperare le perdite accumulate nei precedenti otto trimestri.  I vari settori. Perdono terreno: legno e mobile (-13,4% la produzione tendenziale), minerali non metalliferi (-1,2%), mezzi di trasporto (-7,8%), calzature (-1,3%), alimentari (-13,8%).  Segnano una crescita produttiva: meccanica (+27,7%), riparazione e installazioni (+11,6%), elettronica (+0,7%), chimica-gomma-plastica (+11,2%), metallurgia (+1,0%), tessile-abbigliamento (+5,7%). Il settore pelli-cuoio, dopo due trimestri di flessioni, mostra una sostanziale tenuta (+0,1%).  L'export. «La flessione della produzione manifatturiera registrata in provincia di Pisa rappresenta senza dubbio un elemento di forte preoccupazione - osserva Pierfrancesco Pacini, presidente della Camera di commercio -. Tuttavia segnali incoraggianti vengono dalla dinamica positiva degli ordinativi provenienti dall'estero».

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