Il Tirreno

Pisa

Sette cantieri aperti ma per la sicurezza servono 60 milioni

Una fase dei lavori di ricostruzione dell’argine che ha ceduto il 25 dicembre 2009
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Una fase dei lavori di ricostruzione dell’argine che ha ceduto il 25 dicembre 2009

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 NODICA. Ad un anno di distanza dall'alluvione i lavori lungo le sponde del Serchio non si sono mai fermati. Dopo quelli di somma urgenza per riparare l'argine sprofondato a Nodica, gli interventi in atto mirano a ripristinare la situazione precedente all'esondazione. E' la Provincia, attraverso il Servizio difesa del suolo, a coordinare i sette cantieri lungo le sponde.  Proprio nei giorni scorsi si è concluso uno di questi interventi, quello per l'inserimento di un diaframma (in lastre d'acciaio) per irrobustire il corpo e la base dell'argine crollato. L'insieme di questi interventi ammonta a 5,5 milioni di euro. «Tutti gli appalti sono stati consegnati tra ottobre e novembre», ricorda il presidente Andrea Pieroni.  «Si tratta di interventi di ripristino - specifica l'assessore all'ambiente Valter Picchi - e non di potenziamento degli argini, tranne che a Nodica. Sin dallo scorso Natale stiamo lavorando quasi esclusivamente con forze e risorse economiche locali e della Regione. Dal governo continuano a non arrivare segnali concreti».  All'inizio della settimana lo stesso Picchi si è collegato in videoconferenza con Roma (alla pari della Provincia di Lucca e dell'assessore regionale Bramerini) e in particolare con il ministro Prestigiacomo per fare il punto. E' stato approvato uno stralcio di quel Piano di bacino che dal 2005 attende di essere finanziato per passare ai fatti. «Ma purtroppo restiamo in assenza di certezze sui finanziamenti», commenta Picchi.  «Per la messa in sicurezza risolutiva servirebbero 60 milioni di euro - continua - così da potenziare i 25 km di argini di Vecchiano e San Giuliano, oltre ad eliminare le "strozzature" determinate dai ponti a Filettole e Migliarino. Ricordo che la finanziaria concede al Ministero dell'ambiente 1 miliardo di euro».  Ora ulteriori 5,5 milioni sono stati stanziati dalla protezione civile e saranno destinati ad altri progetti per gli argini. La Provincia ha affidato un incarico alla facoltà di Ingegneria (325mila euro) per indagini geofisiche e geotecniche; serviranno anche per stabilire i prossimi interventi. Le indagini sono in corso.

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