Sicurezza
Quel Natale che portò distruzione
Daniela Salvestroni
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La rottura dellargine del Serchio a Nodica La mattina del 25 dicembre il Serchio ruppe l'argine a Nodica
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MIGLIARINO. 25 dicembre 2009: l'esondazione del fiume Serchio colpisce la zona industriale di Migliarino Pisano, l'area di Nodica, l'autostrada e l'Aurelia nel tratto Pisa - Viareggio. L'ondata di acqua e fango travolge capannoni e case raggiungendo anche i due metri di altezza, ma anche i terreni coltivati, provocando ovunque danni gravissimi. Alcuni abitanti sono in casa e chi può fugge via, mentre le persone anziane vengono messe in salvo dai vigili del fuoco e dalla protezione civile. Altri trovano l'amara sorpresa al rientro dal pranzo di Natale. Settanta famiglie sono ospitate negli alberghi, dove molte rimarranno a lungo. Nel giorno di S. Stefano imprenditori e operai sono al lavoro per cercare di salvare i macchinari e le merci. Alla Zetaplast devono restare immersi nell'acqua con le tute da sub per recuperare cento serbatoi di plastica, più grandi di automobili, portati via dalla piena da via Traversagna fino al lago di Massaciuccoli. L'Antico Pastificio Conforti si era trasferito nella nuova sede in via Moriglione due giorni prima dell'alluvione: l'acqua è arrivata a un metro e mezzo d'altezza e ha distrutto tutto, il magazzino, i nuovi macchinari, i computer, le confezioni di farina e di pasta. Danni anche alle società Martini Dumas, Td Group, AP ascensori premontati, Ra-ge service, Giusti cold system, Euroserramenti, Polo nautico toscano, M.S.G. cantiere navale, Alba Teak, Manifatture Maiullari, Irem, 2F servizi, Biemme traslochi, F. In. Tras., Edil Sab 2000, al centro ricerche di Abiogen Pharma e all'azienda agricola di Floriano Deri. Il 4 gennaio 2010 gli abitanti di Nodica e gli imprenditori di Migliarino Pisano si riuniscono per la prima volta con l'idea di costituire un comitato. In realtà le diverse esigenze ne fanno nascere due: il comitato Argine delle 126 aziende danneggiate, presieduto da Valterio Castelli, e il comitato alluvionati del Serchio delle famiglie e delle 80 aziende agricole di Nodica, con a capo i due responsabili Fulvia Malfatti e Alessandro Banti. Abitanti e imprenditori dell'area alluvionata iniziano le proteste per sapere che cosa ha provocato la rottura dell'argine e quando arriveranno i soldi. Alla fine di gennaio Castelli partecipa all'incontro con il capo della protezione civile Guido Bertolaso, a cui fa presente che i fondi stanziati sono insufficienti e che è necessario ufficializzare la sospensione dei tributi delle aziende. Il 26 febbraio il ministero dell'Economia emana il decreto sulla sospensione dei tributi e il 10 marzo la protezione civile emette l'ordinanza sulla sospensione dei tributi all'Inps. Dopo il decreto dello stato di emergenza del 13 gennaio, si susseguono le ordinanze della protezione civile e le delibere che stanziano complessivamente 66 milioni di euro per la Toscana, di cui circa 16 milioni per le imprese: il 12 febbraio 2 milioni per le imprese più danneggiate, il 19 febbraio 12 milioni e il 13 maggio 52 milioni con la delibera del Cipe, di cui oltre 13 milioni sono destinati alle imprese extra agricole: sono quelli che gli imprenditori attendono di ricevere tra Natale e capodanno. Ma la stima dei danni subiti dalle aziende ammonta a 140 milioni di euro, per cui si continua a sperare in ulteriori stanziamenti. Inoltre il rimborso per le imprese copre il 50% dei macchinari danneggiati e il 30% delle scorte perdute. A un anno dall'alluvione, il 90% delle aziende continua ad avere problemi, quindici hanno chiuso e altrettante sono a rischio, ma l'attività produttiva continua.
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